LUISS apre le porte al nuovo anno: al via la “freshers’ week”

Roma 1 ottobre 2009 Luiss Guido Carli Viale PolaDa lunedì 3 a lunedì 10 settembre si terrà in LUISS la Freshers’ Week, una settimana di eventi e attività per le matricole iscritte all’anno accademico 2018/2019.
L’occasione rappresenta per la comunità LUISS – studenti, docenti, staff e tutor – un momento per accogliere i nuovi iscritti al primo anno dei Corsi di Laurea Triennale e a Ciclo Unico e al primo anno dei Corsi di Laurea Magistrale e introdurli alla vita universitaria. Continua a leggere

Il settimo senso

Pubblicato originariamente sul mensile Formiche, agosto-settembre 2018

roadImmaginiamo di uscire per strada e chiedere ai passanti come vedono il presente, o il futuro, quali siano le loro percezioni sul nostro mondo di oggi. La quasi totalità delle persone che intervisteremmo, o almeno una buona parte di essi, risponderebbe con toni negativi, dipingendo un presente nero e un futuro al limite grigio, magari rievocando un passato ricordato con tinte certamente più rosee. La verità, sempre nel mezzo, è che il presente è molto meno grigio di quello che pensiamo e il passato un po’meno rosa.

John Seely Brown, ex direttore dello Xerox Palo Alto Research Center e autore di “Una nuova  cultura dell’apprendimento” e “La vita sociale dell’informazione” analizza la curva delle competenze, ossia il modo in cui le abilità vengono acquisite e trasformate in una professione e il percorso che seguono. Il risultato è alquanto interessante. Continua a leggere

Decostruire la conoscenza

Schermata 2018-05-25 alle 21.51.55.pngLa African Leadership University è probabilmente uno degli esempi più recenti di life largelearning. Il loro obiettivo è “decolonizzare” la conoscenza, espandendo gli orizzonti e rendendo la conoscenza davvero accessibile per gli studenti africani.

I punti da affrontare per decolonizzare radicalmente il sapere non sono pochi. Innanzitutto, equiparare – o almeno, avvicinare – la percentuale di studenti africani che partono per uno scambio internazionale verso l’Europa o gli Stati Uniti e viceversa. Ad oggi, si stima che la ratio sia 10:1, ossia per 10 studenti americani o norvegesi che vanno a studiare in Africa c’è solo un ghanese che parte per studiare a Parigi. Continua a leggere

Erostudente: un anno dopo

Un anno fa è uscito Erostudente. Ricordo ancora l’emozione di tenere in mano la prima copia. Profumava di carta stampata, quell’odore indescrivibile che ci attira sempre, che ci fa viaggiare in un istante dentro storie d’inchiostro.

Erostudente è un viaggio, non un semplice racconto. Raccoglie storie concrete e dense, di studenti, ragazzi che si sono scontrati con l’invisibilità del diverso, che hanno smascherato l’indifferenza degli adulti. Che si sono fermati, ma allo stesso tempo hanno anche corso. Continua a leggere

Insegnare il rischio

playground-600x360.jpgImmaginate un parco giochi per bambini immerso nel verde, con giostre nuove e testate sotto i migliori controlli di sicurezza. Panchine tutte intorno, cosicché i genitori possano tenere sotto stretta osservazione i loro figli che giocano e un presidio medico mobile sempre presente, così da poter medicare immediatamente le eventuali ferite che un bambino dovesse riportare a seguito delle sue attività. Anche se l’eventualità è piuttosto improbabile, dal momento che tutti i giochi sono strettamente monitorati per essere sicuri e la manutenzione è costante.

Ora immaginate lo stesso parco giochi, ma con pozzanghere fangose, casse di legno, martelli, seghe e coltelli al posto delle giostre. Invece del prato, cespugli pieni di spine. Tutto rigorosamente sprovvisto di recinzioni che tengano alla larga i bambini.

Una bella differenza, non credete? Eppure, difficile a dirsi di primo impatto, entrambi rappresentano un ambiente sicuro di gioco. Il punto è capire lo scopo dell’uno o dell’altro. Continua a leggere

La formazione secondo Davos: l’innovazione presente

DUUna2pU8AAZOBcSi è chiuso da pochi giorni il meeting del World Economic Forum a Davos, nelle montagne svizzere. Una occasione in cui personalità di spicco del mondo politico, economico e sociale si incontrano per affrontare le sfide del nostro pianeta.

Il tema di quest’anno era “Creare un futuro condiviso in un mondo fratturato”. Di quali fratture parliamo? Fratture politiche, con ventate di odio e intolleranza che soffiano da ogni direzione. Ma anche fratture sociali, con diseguaglianze sempre più marcate e scarso senso di percorso.

La nostra società ha perso l’orientamento? Probabile, ma la deriva non sembra ancora vicina né irrimediabile. Continua a leggere

L’arte come strumento di apprendimento

programs_kids_art-classes.jpgNelle scuole del mondo c’è sempre meno spazio per l’arte. Studi condotti in diversi Paesi, dall’Olanda agli Stati Uniti, dimostrano che le ore di insegnamento dedicate alle arti sono state ridotte nel corso degli ultimi venti anni e che la qualità e la complessità dei disegni di bambini in età scolare e pre-scolare sono sensibilmente diminuite. Soprattutto a seguito della diffusione capillare della tecnologia, poi, il disegno è progressivamente rimpiazzato da strumenti digitali come esperienza di apprendimento.

Allo stesso modo, i corsi di formazione per insegnanti stanno via via trascurando sempre di più l’aspetto delle arti visive come strumento di insegnamento. Eppure, le arti continuano ad avere un ruolo di primaria importanza nello sviluppo cognitivo del bambino. Continua a leggere