L’intelligenza artificiale all’opera nelle aziende: il nuovo ruolo degli innovatori

wheel.jpgAl giorno d’oggi, sempre più aziende, grandi e piccole, hanno un capo dell’innovazione – un CIO, Chief Innovation Officer. Il suo ruolo è quello di vedere più avanti degli altri in azienda, di capire quali cambiamenti possono dare un beneficio in termini economici e di risultato all’azienda stessa e ai suoi clienti.

Negli anni, questa figura ha dovuto fare i conti con un avanzamento tecnologico dirompente, ma già dai primi anni del Novecento ha dovuto fronteggiare un fenomeno che sembra prerogativa dei nostri giorni: l’automazione. Già nelle fabbriche in cui Henry Ford produceva le prime automobili ci si rese conto che alcune macchine erano in grado di fare i lavori ripetitivi che allora erano prerogativa dei dipendenti (umani). Negli anni, poi, si è passati ad automatizzare fette sempre più consistenti della catena del valore di un prodotto, al contempo formando figure professionali per lavori completamente nuovi.

Con l’avvento sempre più massiccio dell’intelligenza artificiale, questo trend non sembra destinato ad arrestarsi. Ma quanto viene (veramente) utilizzata l’intelligenza artificiale nelle aziende oggi? Continua a leggere

La fine (o l’inizio) della storia economica: un pensiero su Keynes

germoglio-pietraIn questo momento siamo affetti da un grave attacco di pessimismo economico. È cosa comune sentir dire dalla gente che è ormai conclusa l’epoca dell’enorme progresso eco­nomico che ha caratterizzato il secolo XIX; che adesso il rapido miglioramento del teno­re di vita dovrà rallentare, per lo meno in Gran Bretagna; che nel prossimo decennio è più probabile un declino anziché un fiorire della prosperità.

Ritengo che questa sia una interpretazione estremamente errata di quanto sta accadendo. Quello di cui soffriamo non sono acciacchi della vecchiaia, ma disturbi di una crescita fatta di mutamenti troppo rapidi e dolori di riassestamento da un periodo economico a un altro. L’efficienza tecnica è andata intensificandosi con ritmo più rapido di quello con cui riusciamo a risolvere il problema dell’assorbimento della manodopera; il miglioramento del livello di vita è stato un po’ troppo rapido; il sistema bancario e monetario del mondo ha impedito che il tasso d’interesse cadesse con la velocità necessaria al riequilibrio.

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