L’intelligenza artificiale all’opera nelle aziende: il nuovo ruolo degli innovatori

wheel.jpgAl giorno d’oggi, sempre più aziende, grandi e piccole, hanno un capo dell’innovazione – un CIO, Chief Innovation Officer. Il suo ruolo è quello di vedere più avanti degli altri in azienda, di capire quali cambiamenti possono dare un beneficio in termini economici e di risultato all’azienda stessa e ai suoi clienti.

Negli anni, questa figura ha dovuto fare i conti con un avanzamento tecnologico dirompente, ma già dai primi anni del Novecento ha dovuto fronteggiare un fenomeno che sembra prerogativa dei nostri giorni: l’automazione. Già nelle fabbriche in cui Henry Ford produceva le prime automobili ci si rese conto che alcune macchine erano in grado di fare i lavori ripetitivi che allora erano prerogativa dei dipendenti (umani). Negli anni, poi, si è passati ad automatizzare fette sempre più consistenti della catena del valore di un prodotto, al contempo formando figure professionali per lavori completamente nuovi.

Con l’avvento sempre più massiccio dell’intelligenza artificiale, questo trend non sembra destinato ad arrestarsi. Ma quanto viene (veramente) utilizzata l’intelligenza artificiale nelle aziende oggi? Continua a leggere

Il buon leader: una questione di apprendimento

imagesUn leader può avere numerose caratteristiche a seconda di quale tipo di persona consideriamo un leader. Un individuo dotato di un particolare carisma? O di una visione di ampio raggio? O che sa esercitare una autorità sugli altri? Che ispira particolarmente chi lavora con lui?

Qualunque sia la nostra idea di leader, una caratteristica spicca al di sopra di tutte: il leader è colui che mette sempre in discussione il proprio sapere e cerca di imparare il più possibile, in più occasioni possibile.

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Presentato in anteprima il Milano LUISS Hub for Makers and Students: laboratorio di idee, creatività, innovazione

thumbnail_Marcegaglia, Sala, Tajani, Lo Storto.jpgL’innovazione sociale non è una disciplina che si apprende passivamente a lezione, e non è un settore industriale, ma una dimensione fatta di tecnologia, ricerca, impresa ma anche di scambio e incontro.

In questa frase è racchiuso il senso del Milano LUISS Hub for Makers and Students, un nuovo spazio polifunzionale dedicato alla formazione, allo sviluppo d’impresa, alla creatività digitale, alla cultura dell’innovazione e all’autoimprenditorialità 4.0 presentato oggi in anteprima per la stampa e le scuole. Continua a leggere

La natura dell’innovazione

creativity.jpgAutori di un libro da poco pubblicato, The Runaway Species: How Human Creativity Remakes the World, i professori Anthony Brandt della Rice University del Texas e il professor David Eagleman di Stanford sostengono che la nostra società sta puntando a formare innovatori, ma va nella direzione opposta.

Secondo i professori, l’uomo è l’unica specie in grado di compiere azioni creative, ed è questo che differenzia il cervello umano da quello di tutte le altre specie. Il cervello dell’uomo riceve degli input, li rielabora e ne restituisce una nuova versione. Il punto è: come possiamo plasmare il sistema educativo in modo che possa ottimizzare al massimo questa capacità dei nostri giovani, ancora troppo poco esplorata? Continua a leggere

Rapporto Censis sulla comunicazione: la fotografia di un Paese sempre più digitale

arbre designÈ stato da poco pubblicato dal Censis il 14° Rapporto sulla Comunicazione. La fotografia del Paese, sempre più digitale, che emerge dal rapporto è interessante e suscita più di una riflessione.

Secondo i dati, il 75,2% degli italiani ha una presenza sul web, grazie a smartphone e social network. La crescita degli utenti di internet in Italia ha rallentato il ritmo, ma prosegue. Il telefono cellulare è usato dall’86,9% degli italiani e lo smartphone, in particolare, dal 69,6% (la quota era solo del 15% nel 2009). Gli utenti di WhatsApp (il 65,7% degli italiani) coincidono praticamente con le persone che usano lo smartphone, mentre circa la metà degli italiani usa i due social network più popolari: Facebook (56,2%) e YouTube (49,6%). Continua a leggere

Uomini e robot: lavoro in bilico?

robot-poetryLa paura che i robot possano rubarci il lavoro si sta diffondendo di pari passo con il progresso tecnologico. Se da un lato l’automazione ha agevolato alcuni – molti – processi produttivi, è pur ver che il timore che l’uomo possa essere sostituito dalle macchine è una realtà almeno dagli anni ’60 del Novecento.

Ma effettivamente, di quali robot parliamo? Continua a leggere