Un anno di scuola

blur-child-classroom-256468.jpgA cosa serve la scuola? Perché ci formiamo, sempre di più per tutta la vita? Riflettiamo: diamo per scontato che ci dovremo formare anche oltre gli anni di scuola, ma se ci fermiamo a pensare alla lista di motivazioni che ci spingono ad andare avanti, cosa ci viene in mente?

Uno dei pilastri degli obiettivi del millennio (SDGs, Sustainable Development Goals) delle Nazioni Unite è quello di raggiungere il 100% di scolarizzazione. In poco meno di venti anni si sono già visti importanti progressi. Tra il 2000 e il 2015, il tasso di iscrizione alla scuola primaria nel mondo industrializzato è cresciuto dall’83% al 91%, di pari passo con il trend di crescita dell’alfabetizzazione dei giovani tra 15 e 24 anni.

Tuttavia, c’è ancora molto da fare. Continua a leggere

Il settimo senso

Pubblicato originariamente sul mensile Formiche, agosto-settembre 2018

roadImmaginiamo di uscire per strada e chiedere ai passanti come vedono il presente, o il futuro, quali siano le loro percezioni sul nostro mondo di oggi. La quasi totalità delle persone che intervisteremmo, o almeno una buona parte di essi, risponderebbe con toni negativi, dipingendo un presente nero e un futuro al limite grigio, magari rievocando un passato ricordato con tinte certamente più rosee. La verità, sempre nel mezzo, è che il presente è molto meno grigio di quello che pensiamo e il passato un po’meno rosa.

John Seely Brown, ex direttore dello Xerox Palo Alto Research Center e autore di “Una nuova  cultura dell’apprendimento” e “La vita sociale dell’informazione” analizza la curva delle competenze, ossia il modo in cui le abilità vengono acquisite e trasformate in una professione e il percorso che seguono. Il risultato è alquanto interessante. Continua a leggere

Decostruire la conoscenza

Schermata 2018-05-25 alle 21.51.55.pngLa African Leadership University è probabilmente uno degli esempi più recenti di life largelearning. Il loro obiettivo è “decolonizzare” la conoscenza, espandendo gli orizzonti e rendendo la conoscenza davvero accessibile per gli studenti africani.

I punti da affrontare per decolonizzare radicalmente il sapere non sono pochi. Innanzitutto, equiparare – o almeno, avvicinare – la percentuale di studenti africani che partono per uno scambio internazionale verso l’Europa o gli Stati Uniti e viceversa. Ad oggi, si stima che la ratio sia 10:1, ossia per 10 studenti americani o norvegesi che vanno a studiare in Africa c’è solo un ghanese che parte per studiare a Parigi. Continua a leggere

Erostudente: un anno dopo

Un anno fa è uscito Erostudente. Ricordo ancora l’emozione di tenere in mano la prima copia. Profumava di carta stampata, quell’odore indescrivibile che ci attira sempre, che ci fa viaggiare in un istante dentro storie d’inchiostro.

Erostudente è un viaggio, non un semplice racconto. Raccoglie storie concrete e dense, di studenti, ragazzi che si sono scontrati con l’invisibilità del diverso, che hanno smascherato l’indifferenza degli adulti. Che si sono fermati, ma allo stesso tempo hanno anche corso. Continua a leggere

L’intelligenza artificiale all’opera nelle aziende: il nuovo ruolo degli innovatori

wheel.jpgAl giorno d’oggi, sempre più aziende, grandi e piccole, hanno un capo dell’innovazione – un CIO, Chief Innovation Officer. Il suo ruolo è quello di vedere più avanti degli altri in azienda, di capire quali cambiamenti possono dare un beneficio in termini economici e di risultato all’azienda stessa e ai suoi clienti.

Negli anni, questa figura ha dovuto fare i conti con un avanzamento tecnologico dirompente, ma già dai primi anni del Novecento ha dovuto fronteggiare un fenomeno che sembra prerogativa dei nostri giorni: l’automazione. Già nelle fabbriche in cui Henry Ford produceva le prime automobili ci si rese conto che alcune macchine erano in grado di fare i lavori ripetitivi che allora erano prerogativa dei dipendenti (umani). Negli anni, poi, si è passati ad automatizzare fette sempre più consistenti della catena del valore di un prodotto, al contempo formando figure professionali per lavori completamente nuovi.

Con l’avvento sempre più massiccio dell’intelligenza artificiale, questo trend non sembra destinato ad arrestarsi. Ma quanto viene (veramente) utilizzata l’intelligenza artificiale nelle aziende oggi? Continua a leggere

Giornata mondiale delle bambine: il potenziale da rivalutare

International-Day-of-the-Girl-Child11 ottobre, la giornata mondiale delle bambine indetta dalle Nazioni Unite. Secondo un report delle Nazioni Unite, nel mondo più di 130 milioni di bambine non vanno a scuola, il che significa che ci sono oltre 130 milioni di ingegneri, imprenditrici, insegnanti e leader il cui potenziale è sostanzialmente perduto.

Il quadro mondiale diventa ancora più tetro se guardiamo alle statistiche dei Paesi in cui le bambine hanno le maggiori difficoltà ad accedere all’educazione di base. In Sud Sudan, dove la guerra e la violenza hanno distrutto scuole e famiglie, quasi tre quarti delle bambine non arriva nemmeno alla scuola elementare. In Niger, solo il 17% delle donne tra i 15 e i 24 anni sa leggere e scrivere. In Burkina Faso appena l’1% delle ragazze finisce la scuola secondaria e in Etiopia due ragazze su cinque sono sposate prima dei 18 anni. Continua a leggere