Imparare a maneggiare il rischio

business.jpgSe dieci anni fa avessi chiesto in giro “secondo te, cosa muove il business?”, avrei ottenuto una percentuale schiacciante di una sola risposta: “il profitto”. Se lo chiedessi ora, forse la percentuale non sarebbe così alta, ma pur sempre la predominante.

Da sempre, siamo abituati a vedere il business, o in generale qualsiasi avventura imprenditoriale, come una corsa forsennata al guadagno maggiore, al massimo risultato con il minimo costo. In parte è vero, certo. Un business che chiude in negativo non è sostenibile e chiuderà molto presto.

Negli ultimi anni, quando ci siamo resi conto che per rispondere ai nostri crescenti bisogni dovevamo introdurre sempre nuovi prodotti o servizi, abbiamo anche aperto maggiormente gli occhi sull’impatto psicologico ed emotivo che questi comportano. Abbiamo riscoperto l’umanità, rispolverato una dimensione più umana del capitalismo – se ancora possiamo definire la nostra era come tale.

Marco Alverà, CEO di Snam, in un suo recente discorso ha identificato la radice dello sviluppo del business nella correttezza, intesa come equità, senso di giustizia. Continua a leggere

Il coraggio che sfida la paura

ante-coraggio-500x300.jpgRaccontare la sofferenza non è semplice. Meno che mai, lo è viverla. Non ci sono parole per descrivere la sofferenza delle famiglie delle vittime, per lo più bambini e ragazzi, che hanno perso la vita, o si stanno aggrappando ad essa in queste ore, ieri sera a Manchester nella squallida, codarda e devastante esplosione al termine di un concerto pop.

Da padre di due ragazzi adolescenti, da Direttore Generale di una università in cui i ventenni sono i protagonisti assoluti, non posso che esprimere cordoglio e dolore per le famiglie, gli amici, tutti noi.

Proprio oggi, in cui ricorre il venticinquesimo anniversario della strage di Capaci, nel quale persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie e gli agenti della scorta. Ancora una esplosione, ancora una strage. Continua a leggere

Per crescere donne coraggiose, incoraggiate lo spirito di avventura

Cresciamo le nostre donne a essere timide, senza speranza, e ciò inizia quando le mettiamo in guardia dai pericoli fisici. La paura che impariamo e le esperienze non rimangono con noi quando diventiamo donnne e si trasformano in tutte quelle cose che dobbiamo affrontare e da cui proviamo a nasconderci: l’esitazione nel far sentire la nostra voce, la nostra deferenza per essere più apprezzate e la nostra mancanza di fiducia nel prendere decisioni autonome.

Caroline Paul, il video, all’indomani della Festa Internazionale della Donna: