Restare umani nell’era della trasformazione

adult-ai-artificial-intelligence-1020325.jpgSiamo in una epoca fatta di interazioni espansive e di mutamenti che si susseguono in una accelerazione inarrestabile: l’era della trasformazione.  E che ci crediamo o meno, viviamo nell’era dell’abbondanza.

Peter Diamandis, coautore del bestseller Abundance: The Future is Better Than You Think, ha sintetizzato le forze che stanno plasmando il nostro tempo al Global Summit della Singularity University, di cui è anche co-fondatore. Continua a leggere

Langolostorto: Creare il proprio lavoro

Articolo pubblicato originariamente sulla rivista Formiche del mese di dicembre 2018

Schermata 2018-05-25 alle 21.51.55Le startup sono un fenomeno esploso negli ultimi due decenni, con l’obiettivo di innovare l’economia e il mercato dei prodotti e servizi. Cuore pulsante, per definizione: la Silicon Valley, in California. Per anni le startup – soprattutto digitali – sono state un modello positivo di rilancio dell’economia, dando ai giovani la possibilità di creare il proprio lavoro proprio quando il vecchio mercato aveva oramai poco da offrire, oppure sperimentando un nuovo modo di lavorare. E ci sono riusciti in molti casi, in America come in Europa, mentre hanno insegnato qualcosa anche a chi non ha avuto successo immediato.

Dall’altro lato della costa, a New York per la precisione, c’è chi vuole fare ancora di più. Ankur Jain, 28 anni, è il co-founder di Kairos, un incubatore di startup accomunate da una mission condivisa: risolvere i problemi reali delle persone, andando anche a spiazzare il settore pubblico laddove esso non è in grado di offrire soluzioni altrettanto efficaci. Continua a leggere

Langolostorto: Venti anni di vantaggio

Articolo pubblicato su Formiche del mese di Novembre 2018

sharing.jpegRicordiamo le raccomandazioni che i nostri genitori ci facevano di continuo quando eravamo bambini? “Non accettare caramelle dagli sconosciuti”, “non parlare con gli sconosciuti”, figuriamoci salire in macchina con degli sconosciuti. Probabilmente a nostra volta le avremo fatte ripetutamente anche ai nostri figli. Certo, il mondo appare un luogo tutt’altro che sicuro, eppure di rado ci soffermiamo a riflettere su quanto sia cambiata questa percezione in un periodo di tempo relativamente breve.

La fiducia, base dei rapporti umani più profondi, può e deve tornare ad essere il motore dell’economia, la valuta del nostro futuro. Continua a leggere

Villa Blanc ospita il progetto Game of Vanth tra arte, storia e visione

DSCF8495rdLGOViviamo in una epoca di trasformazione e transizione. La vediamo in ogni ambito della nostra vita e a tratti abbiamo difficoltà a fare i conti con il tempo che va e cambia ogni cosa. Riuscire a fermare il tempo è una abilità, trovare i varchi del passato per vedere il futuro, pur vivendo nel presente, è arte.

È questa l’idea alla base del progetto Game of Vanth, un percorso temporale in cui la fotografia d’azione diventa performativa con la messa in scena di attori inaspettati, come cavalli, levrieri e rapaci insieme all’essere umano, che ha avuto Villa Blanc, sede della LUISS Business School, come palco di eccezione. Continua a leggere

Langolostorto: Guida all’innovazione ribelle

Articolo pubblicato su Formiche del mese di Settembre 2018

innovation.jpgUna parte dei gesti che facciamo quotidianamente è automatica e gestita dal nostro cervello in modo meccanico. Pensiamo al rituale della mattina: non dobbiamo riflettere troppo prima di lavarci il viso, o i denti, o di chiudere a chiave la porta di casa.

Eppure, i processi automatici del nostro cervello non sono fissi. Consolidati sì, ma non fissi.

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L’innovazione della scuola: imparare a maneggiare la trasformazione

schoolÉcole 42 è un esperimento interessante per molti motivi. Innanzitutto, è una innovazione europea, francese per la precisione, e che è approdata solo di recente in California. Inoltre – ma è decisamente l’elemento che salta di più all’occhio, è una università senza docenti. Il risultato è qualcosa di assolutamente diverso da qualsiasi altra scuola francese o di altra parte del mondo.
Come è possibile? Continua a leggere

Imparare a maneggiare il rischio

business.jpgSe dieci anni fa avessi chiesto in giro “secondo te, cosa muove il business?”, avrei ottenuto una percentuale schiacciante di una sola risposta: “il profitto”. Se lo chiedessi ora, forse la percentuale non sarebbe così alta, ma pur sempre la predominante.

Da sempre, siamo abituati a vedere il business, o in generale qualsiasi avventura imprenditoriale, come una corsa forsennata al guadagno maggiore, al massimo risultato con il minimo costo. In parte è vero, certo. Un business che chiude in negativo non è sostenibile e chiuderà molto presto.

Negli ultimi anni, quando ci siamo resi conto che per rispondere ai nostri crescenti bisogni dovevamo introdurre sempre nuovi prodotti o servizi, abbiamo anche aperto maggiormente gli occhi sull’impatto psicologico ed emotivo che questi comportano. Abbiamo riscoperto l’umanità, rispolverato una dimensione più umana del capitalismo – se ancora possiamo definire la nostra era come tale.

Marco Alverà, CEO di Snam, in un suo recente discorso ha identificato la radice dello sviluppo del business nella correttezza, intesa come equità, senso di giustizia. Continua a leggere

La singularity è vicina, forse

pexels-photo-574645In principio erano i cyborg. Umanoidi, mezzi uomini e mezze macchine, di cui il cinema amava raccontare le avventure. Se una ventina di anni fa questa era solo bizzarria cinematografica, oggi stiamo apparentemente avanzando a grandi falcate verso quella direzione, e non per finzione scenica.

Si chiama Singularity, ed è sempre più vicina. Almeno, questo è quanto sostiene il Direttore dell’Ingegneria di Google e autore di La singolarità è vicina, Ray Kurzweil. Continua a leggere

Il piccolo problema del tempo e come allungare la propria vita

astrology-astronomy-atmosphere-1151262.jpgQuante volte sento questa frase ogni giorno: “non ho tempo per questo”. Che sia io a pronunciarla o qualcun altro, la sento costantemente, forse troppo. Il tempo è un tema aperto. In termini filosofici, potremmo pensarlo come circoscritto all’arco di una vita, oppure nella più ampia prospettiva che abbraccia sin dagli inizi dell’universo.

Una delle più interessanti teorie sul tempo che ho letto di recente è quella del brillante fisico inglese Stephen Hawking. Nel suo ultimo discorso prima di morire lo scorso marzo 2018, Hawking si domandava se fosse diventato più famoso per la sua sedia a rotelle e la sua disabilità o per le sue scoperte scientifiche. Nonostante la sua malattia, che gli fu diagnosticata quando era all’ultimo anno di università, ha continuato a studiare, fare ricerca e insegnare e, per sua ammissione, “non aveva paura di morire, ma non aveva fretta di farlo”. Continua a leggere

Il volto umano della digitalizzazione

pexels-photo-926984Guardatevi intorno. Guardate fino alla fine del vostro braccio destro. Con grande probabilità, vi troverete il vostro smartphone, o il pc, o il telecomando del televisore. Con altrettanta probabilità, avrete difficoltà a ricordarvi l’ultima volta in cui vi siete “annoiati”, camminando nel silenzio che è nemico della fretta, rumorosa e apparentemente indispensabile nel nostro tempo.

Il futurologo Gerd Leonhard afferma che il lusso dei nostri tempi è riuscire ad essere offline, almeno di tanto in tanto, ed è vero. Se dovessimo guardare indietro nell’ultimo anno e contare le giornate che abbiamo passato totalmente disconnessi da cellulare, social networks, email e telefonate quasi certamente non arriveremmo a contarle sulle dita di una sola mano. Continua a leggere