Insegnare il rischio

playground-600x360.jpgImmaginate un parco giochi per bambini immerso nel verde, con giostre nuove e testate sotto i migliori controlli di sicurezza. Panchine tutte intorno, cosicché i genitori possano tenere sotto stretta osservazione i loro figli che giocano e un presidio medico mobile sempre presente, così da poter medicare immediatamente le eventuali ferite che un bambino dovesse riportare a seguito delle sue attività. Anche se l’eventualità è piuttosto improbabile, dal momento che tutti i giochi sono strettamente monitorati per essere sicuri e la manutenzione è costante.

Ora immaginate lo stesso parco giochi, ma con pozzanghere fangose, casse di legno, martelli, seghe e coltelli al posto delle giostre. Invece del prato, cespugli pieni di spine. Tutto rigorosamente sprovvisto di recinzioni che tengano alla larga i bambini.

Una bella differenza, non credete? Eppure, difficile a dirsi di primo impatto, entrambi rappresentano un ambiente sicuro di gioco. Il punto è capire lo scopo dell’uno o dell’altro. Continua a leggere

Inaugurato in LUISS il nuovo corso di laurea in Management and Computer Science

DV_irldXUAAmc7W.jpg-largeLUISS amplia la sua offerta formativa, inaugurando un nuovo corso di laurea che partirà nell’anno accademico 2018-19, in Management and Computer Science.

Il cambiamento che stiamo vivendo investe tutti noi. L’intelligenza artificiale non è un campo marginale dell’informatica, una sorta di parco giochi per matematici. Al contrario, sta diventando parte integrante della nostra vita – e lo sarà sempre di più. Continua a leggere

Educare alla felicità

https://pbs.twimg.com/media/DHylPgGXgAUX-QH.jpgAggiustare il “mondo fratturato” di cui si è parlato a Davos un paio di settimane fa è un compito non semplice. Significa partire da una base comune di valori e impulsi innovativi, per direzionarli verso maggiori sinergie.

Per fare questo, occorre attrezzarsi anche con strumenti formativi adeguati. Ma non solo studio teorico. Al contrario, una sana “educazione alla felicità” è un mezzo indispensabile per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Su questa falsariga, anche le top universities del mondo non si sono fatte cogliere alla sprovvista. Continua a leggere

La formazione secondo Davos: l’innovazione presente

DUUna2pU8AAZOBcSi è chiuso da pochi giorni il meeting del World Economic Forum a Davos, nelle montagne svizzere. Una occasione in cui personalità di spicco del mondo politico, economico e sociale si incontrano per affrontare le sfide del nostro pianeta.

Il tema di quest’anno era “Creare un futuro condiviso in un mondo fratturato”. Di quali fratture parliamo? Fratture politiche, con ventate di odio e intolleranza che soffiano da ogni direzione. Ma anche fratture sociali, con diseguaglianze sempre più marcate e scarso senso di percorso.

La nostra società ha perso l’orientamento? Probabile, ma la deriva non sembra ancora vicina né irrimediabile. Continua a leggere

Arginare il divario generazionale

UnknownIl nostro Paese, emerge da un recente rapporto della Fondazione Bruno Visentini sul divario generazionale, destina all’educazione poco più del 4% del PIL, circa la metà di quello che fanno la Danimarca e la Nuova Zelanda, decisamente meno della Francia e meno anche della Germania.

Per effetto della denatalità passata, abbiamo meno under 35 rispetto al resto d’Europa, ma anziché compensare tale contrazione aumentando l’occupabilità delle nuove generazioni, ci troviamo a sprecare maggiormente il loro potenziale. Continua a leggere

Startup e successo: come riuscirci?

startup-entrepreneurCoraggio. Perseveranza. Equilibrio. Sono questi i tre pilastri che fanno un buon imprenditore.

Stiamo assistendo nel nostro tempo a un proliferare quasi incontrollato di startup digitali. Migliaia di startup nascono e poche sopravvivono, eppure questo rimane un fenomeno di grande innovazione sociale ed economica.

Incoraggiamo gli studenti a mettersi alla prova, a creare il proprio lavoro se non ne trovano uno già “pronto”. Ma li equipaggiamo a sufficienza per questa avventura? Continua a leggere

Presentato in anteprima il Milano LUISS Hub for Makers and Students: laboratorio di idee, creatività, innovazione

thumbnail_Marcegaglia, Sala, Tajani, Lo Storto.jpgL’innovazione sociale non è una disciplina che si apprende passivamente a lezione, e non è un settore industriale, ma una dimensione fatta di tecnologia, ricerca, impresa ma anche di scambio e incontro.

In questa frase è racchiuso il senso del Milano LUISS Hub for Makers and Students, un nuovo spazio polifunzionale dedicato alla formazione, allo sviluppo d’impresa, alla creatività digitale, alla cultura dell’innovazione e all’autoimprenditorialità 4.0 presentato oggi in anteprima per la stampa e le scuole. Continua a leggere

La natura dell’innovazione

creativity.jpgAutori di un libro da poco pubblicato, The Runaway Species: How Human Creativity Remakes the World, i professori Anthony Brandt della Rice University del Texas e il professor David Eagleman di Stanford sostengono che la nostra società sta puntando a formare innovatori, ma va nella direzione opposta.

Secondo i professori, l’uomo è l’unica specie in grado di compiere azioni creative, ed è questo che differenzia il cervello umano da quello di tutte le altre specie. Il cervello dell’uomo riceve degli input, li rielabora e ne restituisce una nuova versione. Il punto è: come possiamo plasmare il sistema educativo in modo che possa ottimizzare al massimo questa capacità dei nostri giovani, ancora troppo poco esplorata? Continua a leggere

L’inclusione che fa la differenza

Colorful  solidarity design treeInclusione. È una parola che utilizzo spesso perché esalta l’individuo e abbraccia la diversità. Almeno a parole, i fatti sono ben altra cosa.

Dando una rapida occhiata alle statistiche sull’occupazione, in Italia e non solo, appare chiaro come la realtà sia tutt’altro che semplice. Per quanto in trend lievemente calante, il tasso di disoccupazione in Italia si attesta, secondo l’ISTAT, al 11.3%, con due punti di scarto rispetto ai Paesi dell’Eurozona (al 9.3%) e tre punti e mezzo rispetto alla UE (al 7.8%). Quasi tre volte il dato degli Stati Uniti, al 4.3% e in calo rispetto all’anno precedente.

Eppure, per quanto la situazione sia lontana dall’essere ottimale, resta un cono d’ombra su una fascia di persone, che sembra essere costantemente esclusa dai cicli produttivi: i disabili. La disabilità, da leggera a grave, nell’UE riguarda una persona su sei, pari a circa 80 milioni di persone, che spesso non hanno la possibilità di prendere parte pienamente alla vita sociale ed economica a causa di barriere comportamentali ed ambientali. Il tasso di povertà di queste persone, inoltre, è superiore del 70% alla media, in parte a causa dell’accesso limitato al mondo del lavoro. Continua a leggere