L’inclusione che fa la differenza

Colorful  solidarity design treeInclusione. È una parola che utilizzo spesso perché esalta l’individuo e abbraccia la diversità. Almeno a parole, i fatti sono ben altra cosa.

Dando una rapida occhiata alle statistiche sull’occupazione, in Italia e non solo, appare chiaro come la realtà sia tutt’altro che semplice. Per quanto in trend lievemente calante, il tasso di disoccupazione in Italia si attesta, secondo l’ISTAT, al 11.3%, con due punti di scarto rispetto ai Paesi dell’Eurozona (al 9.3%) e tre punti e mezzo rispetto alla UE (al 7.8%). Quasi tre volte il dato degli Stati Uniti, al 4.3% e in calo rispetto all’anno precedente.

Eppure, per quanto la situazione sia lontana dall’essere ottimale, resta un cono d’ombra su una fascia di persone, che sembra essere costantemente esclusa dai cicli produttivi: i disabili. La disabilità, da leggera a grave, nell’UE riguarda una persona su sei, pari a circa 80 milioni di persone, che spesso non hanno la possibilità di prendere parte pienamente alla vita sociale ed economica a causa di barriere comportamentali ed ambientali. Il tasso di povertà di queste persone, inoltre, è superiore del 70% alla media, in parte a causa dell’accesso limitato al mondo del lavoro. Continua a leggere

Recensione Erostudente – Il cortile di Francesco

(…) Consapevolezza, opportunità e diversità: sono queste le parole chiave della nuova frontiera dell’apprendimento. L’esperienza affianca la preparazione teorica per favorire una crescita professionale e personale il più possibile allargata e inclusiva.

Un testo leggero e denso allo stesso tempo, che pone domande più che dare risposte. Per dirla in modo quasi provocatorio, è l’esortazione a sbagliare, a cadere, a fallire, perché dal fallimento si impara, e cadendo si impara a rialzarsi. Dunque, si cresce.

Occorre perdersi per poi ritrovarsi, come Ulisse che vaga per dieci anni, o Dante nel suo cammino. Smarrirsi non significa viaggiare senza meta, ma lasciare spazio alle opportunità inattese.

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L’arte come strumento di apprendimento

programs_kids_art-classes.jpgNelle scuole del mondo c’è sempre meno spazio per l’arte. Studi condotti in diversi Paesi, dall’Olanda agli Stati Uniti, dimostrano che le ore di insegnamento dedicate alle arti sono state ridotte nel corso degli ultimi venti anni e che la qualità e la complessità dei disegni di bambini in età scolare e pre-scolare sono sensibilmente diminuite. Soprattutto a seguito della diffusione capillare della tecnologia, poi, il disegno è progressivamente rimpiazzato da strumenti digitali come esperienza di apprendimento.

Allo stesso modo, i corsi di formazione per insegnanti stanno via via trascurando sempre di più l’aspetto delle arti visive come strumento di insegnamento. Eppure, le arti continuano ad avere un ruolo di primaria importanza nello sviluppo cognitivo del bambino. Continua a leggere

La saggezza esclusiva

jack-ma-02-1024x694La globalizzazione è un processo oramai inarrestabile. Ne siamo già largamente consapevoli, ma questo è anche quanto sostiene anche Jack Ma, che in una intervista alla CNBC (riportata poi da Milano Finanza dello scorso 24 giugno) parla delle sfide globali e di come sfruttarle per la crescita.

Il fondatore di Alibaba, colosso dell’e-commerce cinese nato nel 1999, ha una grande esperienza alle spalle. Rifiutato 10 volte ad Harvard, è riuscito nonostante tutto ad allargare le frontiere del commercio e creare un impero dal valore di oltre 200 miliardi di dollari. Alibaba è oggi una tra le più grandi aziende globali e la più grande rete di commercio nel mondo (ha sorpassato anche Walmart, Amazon ed eBay), con operazioni in 200 paesi nel mondo. Continua a leggere

Il progresso possibile

tim-cook-commencementNon mi spaventa che l’intelligenza artificiale dia ai computer la capacità di pensare come gli esseri umani. Mi preoccupano molto di più le persone che pensano come i computer, senza valori né compassione, incuranti delle conseguenze. Questo è ciò da cui dobbiamo stare in guardia. Perché se la scienza è una ricerca nel buio, allora le scienze umane sono una candela che ci mostra dove siamo stati e i pericoli dinanzi a noi.

Sono parole di Tim Cook, CEO di Apple, ai laureati del MIT di Boston nel giorno della loro proclamazione un paio di settimane fa. Il testo completo del discorso è disponibile qui. È una riflessione intensa e accorata sull’impatto della tecnologia sulla nostra vita.

Qual è il confine tra socialità virtuale ed estraniazione dal mondo reale? Quale quello tra informazione capillare e disinformazione per via di notizie false? Qual è lo scopo ultimo di tutto?

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Le nuove frontiere del lusso: etico ed ecosostenibile

sustainable-luxury-864x421Quanto conosciamo davvero i Millennials? Spesso li associamo al lavoro incerto, precario. Una generazione pervasa dall’instabilità cronica, vittima inconsapevole della crisi finanziaria, tendenzialmente legata a prodotti frugali ed economici. Eppure, una recente indagine di Bain & Company suggerisce che la regola economica secondo la quale i consumatori sono generalmente disposti a pagare il minor prezzo possibile per un bene o servizio si sta rovesciando in favore di un modello economico più sostenibile, benché più caro. Continua a leggere

Erostudente presentato ieri a Villa Blanc

Erostudente Villa Blanc 13062017Grande successo per la presentazione di Erostudente ieri, 13 giugno, presso la sede LUISS di Villa Blanc. Di spicco anche il parterre di relatori: Valeria Fedeli, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Paola Severino, Rettore LUISS, Emma Marcegaglia, Presidente dell’Ateneo.

Tra i temi affrontati durante la presentazione, moderata dal giornalista Antonio Galdo, è emersa la necessità di rinnovare il sistema formativo italiano in vista di un mondo che, con l’avvento della tecnologia, è in continua evoluzione: il sistema educativo ha dunque il dovere di insegnare agli alunni ad adattarsi, a saper ricavare profitto dal cambiamento. Continua a leggere

Qual è lo scopo della tua vita?

Alcuni giorni fa, Mark Zuckerberg ha parlato alla proclamazione di laurea degli studenti di Harvard per l’anno 2017. Un discorso ricco di spunti, emozionale, sincero, ispiratore.
Dei tanti passaggi importanti e interessanti, due colpiscono più di altri.
In primo luogo, il senso di scopo. Avere uno scopo nella vita è fondamentale, ci dà una direzione e ci guida laddove ci dovessimo trovare in difficoltà. Eppure, lo scopo non è quasi mai individualista. Si punta a un obiettivo che porta certamente vantaggi a noi stessi, ma anche a chi ci sta intorno. Che crea una società più giusta, secondo la nostra visione di giustizia.
Lo scopo è anche, e soprattutto, comunità. Zuckerberg spiega il senso di questa visione ampia raccontando l’aneddoto della visita del Presidente J.F.Kennedy al quartier generale della NASA. Durante la visita, JFK incontrò un addetto alle pulizie intento a spazzare a terra, e quando gli chiese cosa stesse facendo, l’inserviente rispose: “Signor Presidente, sto aiutando a portare l’uomo sulla Luna!”. Continua a leggere