Giornata mondiale delle bambine: il potenziale da rivalutare

International-Day-of-the-Girl-Child11 ottobre, la giornata mondiale delle bambine indetta dalle Nazioni Unite. Secondo un report delle Nazioni Unite, nel mondo più di 130 milioni di bambine non vanno a scuola, il che significa che ci sono oltre 130 milioni di ingegneri, imprenditrici, insegnanti e leader il cui potenziale è sostanzialmente perduto.

Il quadro mondiale diventa ancora più tetro se guardiamo alle statistiche dei Paesi in cui le bambine hanno le maggiori difficoltà ad accedere all’educazione di base. In Sud Sudan, dove la guerra e la violenza hanno distrutto scuole e famiglie, quasi tre quarti delle bambine non arriva nemmeno alla scuola elementare. In Niger, solo il 17% delle donne tra i 15 e i 24 anni sa leggere e scrivere. In Burkina Faso appena l’1% delle ragazze finisce la scuola secondaria e in Etiopia due ragazze su cinque sono sposate prima dei 18 anni. Continua a leggere

Il capitale umano perduto dell’Italia

emigrazione-giovani-italiani-estero-cause-spreco-italia-1Il report di Confindustria sullo stato dell’economia appena pubblicato alza le stime sulla ripresa economica (si prevede che l’anno si chiuderà con una crescita del PIL dell’1,5%) e inquadra un mercato del lavoro in ripresa. Ma non manca di sottolineare il vero “tallone d’Achille” dell’Italia, ovvero le difficoltà dei giovani a inserirsi nel mondo occupazionale che rappresentano un doppio danno: per loro e per il sistema intero, che perde una spinta propulsiva e innovativa.

L’inadeguato livello dell’occupazione giovanile sta producendo gravi conseguenze permanenti sulla società e sull’economia dell’Italia, sotto forma di depauperamento del capitale sociale e del capitale umano del Paese. Depauperamento che si traduce in abbassamento del potenziale di crescita e quindi, in parte, vanifica gli effetti sullo stesso potenziale delle riforme strutturali così faticosamente realizzate in questi anni. Continua a leggere

Può un algoritmo prevenire l’Alzheimer?

Machine-Learning-hero.jpgIl machine learning è la sfida formativa, sociale ed economica del nostro tempo. Se ne parla, molto e spesso con timore, nella convinzione che le macchine finiranno per rimpiazzare l’uomo. Nonostante la ricerca e lo sviluppo, l’intelligenza artificiale (AI) non è ancora in grado di sostituire un chirurgo in sala operatoria. Tuttavia, la capacità dell’AI di immagazzinare ed elaborare dati sembra essere in grado di recuperare decenni di terapie sperimentali fallite per la cura dell’Alzheimer. Continua a leggere

Uomini e robot: lavoro in bilico?

robot-poetryLa paura che i robot possano rubarci il lavoro si sta diffondendo di pari passo con il progresso tecnologico. Se da un lato l’automazione ha agevolato alcuni – molti – processi produttivi, è pur ver che il timore che l’uomo possa essere sostituito dalle macchine è una realtà almeno dagli anni ’60 del Novecento.

Ma effettivamente, di quali robot parliamo? Continua a leggere

L’inclusione che fa la differenza

Colorful  solidarity design treeInclusione. È una parola che utilizzo spesso perché esalta l’individuo e abbraccia la diversità. Almeno a parole, i fatti sono ben altra cosa.

Dando una rapida occhiata alle statistiche sull’occupazione, in Italia e non solo, appare chiaro come la realtà sia tutt’altro che semplice. Per quanto in trend lievemente calante, il tasso di disoccupazione in Italia si attesta, secondo l’ISTAT, al 11.3%, con due punti di scarto rispetto ai Paesi dell’Eurozona (al 9.3%) e tre punti e mezzo rispetto alla UE (al 7.8%). Quasi tre volte il dato degli Stati Uniti, al 4.3% e in calo rispetto all’anno precedente.

Eppure, per quanto la situazione sia lontana dall’essere ottimale, resta un cono d’ombra su una fascia di persone, che sembra essere costantemente esclusa dai cicli produttivi: i disabili. La disabilità, da leggera a grave, nell’UE riguarda una persona su sei, pari a circa 80 milioni di persone, che spesso non hanno la possibilità di prendere parte pienamente alla vita sociale ed economica a causa di barriere comportamentali ed ambientali. Il tasso di povertà di queste persone, inoltre, è superiore del 70% alla media, in parte a causa dell’accesso limitato al mondo del lavoro. Continua a leggere

Recensione Erostudente – Il cortile di Francesco

(…) Consapevolezza, opportunità e diversità: sono queste le parole chiave della nuova frontiera dell’apprendimento. L’esperienza affianca la preparazione teorica per favorire una crescita professionale e personale il più possibile allargata e inclusiva.

Un testo leggero e denso allo stesso tempo, che pone domande più che dare risposte. Per dirla in modo quasi provocatorio, è l’esortazione a sbagliare, a cadere, a fallire, perché dal fallimento si impara, e cadendo si impara a rialzarsi. Dunque, si cresce.

Occorre perdersi per poi ritrovarsi, come Ulisse che vaga per dieci anni, o Dante nel suo cammino. Smarrirsi non significa viaggiare senza meta, ma lasciare spazio alle opportunità inattese.

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L’arte come strumento di apprendimento

programs_kids_art-classes.jpgNelle scuole del mondo c’è sempre meno spazio per l’arte. Studi condotti in diversi Paesi, dall’Olanda agli Stati Uniti, dimostrano che le ore di insegnamento dedicate alle arti sono state ridotte nel corso degli ultimi venti anni e che la qualità e la complessità dei disegni di bambini in età scolare e pre-scolare sono sensibilmente diminuite. Soprattutto a seguito della diffusione capillare della tecnologia, poi, il disegno è progressivamente rimpiazzato da strumenti digitali come esperienza di apprendimento.

Allo stesso modo, i corsi di formazione per insegnanti stanno via via trascurando sempre di più l’aspetto delle arti visive come strumento di insegnamento. Eppure, le arti continuano ad avere un ruolo di primaria importanza nello sviluppo cognitivo del bambino. Continua a leggere

La saggezza esclusiva

jack-ma-02-1024x694La globalizzazione è un processo oramai inarrestabile. Ne siamo già largamente consapevoli, ma questo è anche quanto sostiene anche Jack Ma, che in una intervista alla CNBC (riportata poi da Milano Finanza dello scorso 24 giugno) parla delle sfide globali e di come sfruttarle per la crescita.

Il fondatore di Alibaba, colosso dell’e-commerce cinese nato nel 1999, ha una grande esperienza alle spalle. Rifiutato 10 volte ad Harvard, è riuscito nonostante tutto ad allargare le frontiere del commercio e creare un impero dal valore di oltre 200 miliardi di dollari. Alibaba è oggi una tra le più grandi aziende globali e la più grande rete di commercio nel mondo (ha sorpassato anche Walmart, Amazon ed eBay), con operazioni in 200 paesi nel mondo. Continua a leggere