Un anno di scuola

blur-child-classroom-256468.jpgA cosa serve la scuola? Perché ci formiamo, sempre di più per tutta la vita? Riflettiamo: diamo per scontato che ci dovremo formare anche oltre gli anni di scuola, ma se ci fermiamo a pensare alla lista di motivazioni che ci spingono ad andare avanti, cosa ci viene in mente?

Uno dei pilastri degli obiettivi del millennio (SDGs, Sustainable Development Goals) delle Nazioni Unite è quello di raggiungere il 100% di scolarizzazione. In poco meno di venti anni si sono già visti importanti progressi. Tra il 2000 e il 2015, il tasso di iscrizione alla scuola primaria nel mondo industrializzato è cresciuto dall’83% al 91%, di pari passo con il trend di crescita dell’alfabetizzazione dei giovani tra 15 e 24 anni.

Tuttavia, c’è ancora molto da fare.

Nel 2016, almeno 263 milioni di bambini non andavano a scuola. Tra questi, anche bambini affetti da disabilità nei paesi più industrializzati e bambini in paesi in conflitto, dove si registra anche un bassissimo coinvolgimento delle ragazze: rispetto alle loro coetanee in regioni più stabili, infatti, meno del 50% delle bambine in questi paesi va a scuola. Si stima poi anche che siano circa 617 milioni i bambini e gli adolescenti che non raggiungono il livello minimo di padronanza nella lettura e nella matematica.

Le conseguenze della mancata scolarizzazione sono molteplici e tutte disastrose: esclusione, peggiore salute fisica, povertà, crescita economica stagnante, scarsa capacità di far valere i propri diritti. In zone di conflitto, queste possono essere leve molto pericolose nelle mani di chi vuole prendere potere in modo illegittimo.

La Global Partnership for Education ha calcolato gli impatti e i benefici economici di ciascun anno di istruzione in più. Le persone che oggi vivono in condizioni di estrema povertà (con meno di 2$ al giorno) sono 2.5 miliardi. Meno dell’1% del PIL mondiale, 300 mld$, redistribuito, farebbe uscire dalla povertà 1 miliardo di persone. Considerando la correlazione positiva tra livello di istruzione e ricchezza, un aumento anno su anno della scolarizzazione per tutti i bambini, soprattutto nei paesi più poveri, consentirebbe di accrescere il PIL mondiale medio dello 0.37%, mentre per l’individuo i guadagni medi nell’arco della vita aumenterebbero del 10%.

La mancata scolarizzazione porta alla perdita di capitale umano. Considerando il numero di donne che oggi nel mondo non ha una adeguata istruzione, si stima che se ogni bambina nel mondo ricevesse 12 anni di istruzione di qualità, il ricavo potenziale che si otterrebbe colmando l’attuale gap educativo per le donne è quantificato in un range compreso tra 15 e 30 trilioni di dollari a livello globale.

Un anno di scuola in più può cambiare la vita di una persona e di una società. Una società istruita è una società più sana, meno vulnerabile.

Raggiungere gli obiettivi del Millennio di istruzione per tutti significa elaborare strategie di lungo termine, rendere più flessibile l’apprendimento per lasciare che si adatti alla velocità che impone il ritmo a cui viaggia il cambiamento. Occorre imparare ad essere “antifragili”, mescolare robustezza e resilienza, capacità di adattamento e solidità concettuale. La scuola non può preparare a professioni che ancora non esistono, ma può fornire gli strumenti per leggere il mondo attraverso le giuste mappe. A confini variabili, tutti da esplorare.

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