Restare umani nell’era della trasformazione

adult-ai-artificial-intelligence-1020325.jpgSiamo in una epoca fatta di interazioni espansive e di mutamenti che si susseguono in una accelerazione inarrestabile: l’era della trasformazione.  E che ci crediamo o meno, viviamo nell’era dell’abbondanza.

Peter Diamandis, coautore del bestseller Abundance: The Future is Better Than You Think, ha sintetizzato le forze che stanno plasmando il nostro tempo al Global Summit della Singularity University, di cui è anche co-fondatore.

Il mondo, a suo avviso, sta cambiando molto più velocemente di quanto non riusciamo a immaginare. La tecnologia gioca un ruolo non secondario in questo processo, sta diventando sempre più disponibile a un grande pubblico, mentre consente di aumentare le proprie potenzialità.

Lo vediamo in molti campi: dalla medicina all’imprenditoria, è un mondo di infinite opportunità da scoprire.

Questa è l’era dell’abbondanza non solo per le possibilità di aumentare le proprie capacità, ma anche per le potenzialità di connettersi. Gli anni a venire saranno sempre più nel segno della connessione. Fino a non molto tempo fa – e in alcune parti del mondo, ancora oggi – una persona molto intelligente che viveva in un villaggio remoto era destinata a vedere il proprio genio rimanere confinato nel suo mondo isolato. Oggi non è più così. Nel 2017, 3.8 miliardi di persone erano connesse a Internet. Si stima che tra il 2022 e il 2025 saranno 8 miliardi le persone connesse a Internet, che avranno a disposizione una quantità di informazioni impensabile fino a un paio di decenni fa.

In questo universo di infinite possibilità – in cui la formazione giocherà inevitabilmente un ruolo fondamentale, essendo la bussola che ci farà orientare nel mare magnum di informazioni disponibili – la vera sfida sarà restare umani, sarà contribuire sempre più alla affermazione di quello che si potrebbe definire un nuovo umanesimo dinamico.

Walt Bettinger, CEO di Charles Schwab, racconta di aver ricevuto una lezione al college, che gli ha insegnato più che in molte ore di lezione quali siano le cose davvero importanti della vita. Giunto alla fine del suo corso di studi in business, dopo aver passato settimane a studiare formule e calcoli per l’esame finale, l’insegnante diede agli studenti un foglio bianco, aggiungendo: “Vi ho insegnato tutto quello che potevo sul business in queste settimane, ma la domanda più importante è: come si chiama la signora delle pulizie?”.

Non se lo ricordava proprio. L’aveva vista molte volte, ma non le aveva mai chiesto come si chiamasse. Quello che Bettinger imparò, dopo essere stato bocciato a quell’esame, fu che non importa quante nozioni conosci se non sei in contatto con chi ti circonda: non devi mai perdere di vista chi lavora accanto a te. Anche se non le vedi, o non ci fai caso, è pieno di persone che hanno una storia di vita all’altezza della tua. A cosa serve avere a portata di mano la possibilità di parlare con una persona dall’altro lato del mondo, se poi non parliamo con chi lavora e vive a pochi metri da noi?

Il modo in cui riusciremo a gestire la trasformazione, sfruttando i vantaggi del progresso tecnologico ma mantenendo saldo il nostro human touch, garantirà la nostra sopravvivenza nel prossimo futuro. Riusciremo infine a rimanere più uomini che macchine?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...