Langolostorto: Creare il proprio lavoro

Articolo pubblicato originariamente sulla rivista Formiche del mese di dicembre 2018

Schermata 2018-05-25 alle 21.51.55Le startup sono un fenomeno esploso negli ultimi due decenni, con l’obiettivo di innovare l’economia e il mercato dei prodotti e servizi. Cuore pulsante, per definizione: la Silicon Valley, in California. Per anni le startup – soprattutto digitali – sono state un modello positivo di rilancio dell’economia, dando ai giovani la possibilità di creare il proprio lavoro proprio quando il vecchio mercato aveva oramai poco da offrire, oppure sperimentando un nuovo modo di lavorare. E ci sono riusciti in molti casi, in America come in Europa, mentre hanno insegnato qualcosa anche a chi non ha avuto successo immediato.

Dall’altro lato della costa, a New York per la precisione, c’è chi vuole fare ancora di più. Ankur Jain, 28 anni, è il co-founder di Kairos, un incubatore di startup accomunate da una mission condivisa: risolvere i problemi reali delle persone, andando anche a spiazzare il settore pubblico laddove esso non è in grado di offrire soluzioni altrettanto efficaci.

Negli ultimi 18 mesi, come riporta nel numero di settembre la rivista Entrepreneur, Kairos ha prodotto 4 startup, investito in altre 16 e ha un piano di crescita decisamente aggressivo. Il suo obiettivo è “attaccare” settori apparentemente poco attraenti, come la cura agli anziani o i depositi cauzionali per gli affitti, o il cibo per bambini, dove c’è un grande potenziale di impatto economico e sociale, perché è proprio in questi campi che le persone hanno bisogno di soluzioni rapide, facili, ma soprattutto efficaci ed economiche.

Salta all’occhio che i team sono composti quasi tutti da ventenni: giovani imprenditori seriali con la missione di dare un contributo positivo alla società in cui vivono.

Un caso è Little Spoon, che vende cibo organico, bilanciato e salutare per bambini piccoli e neonati al prezzo di un omogeneizzato confezionato. Con la differenza che il cibo è fresco, studiato per le necessità specifiche dei bambini in base alla loro età e, grazie alla capillare rete di distribuzione con cui Little Spoon ha creato una partnership, disponibile per essere consegnato a domicilio in ogni angolo degli Stati Uniti.

E ancora, Residenz, che risponde alla necessità di avere alloggi economici ma funzionali a un prezzo contenuto anche nelle grandi città; o Cera+, che offre assistenza professionali agli anziani e supporto alle famiglie quando ne hanno bisogno, consentendo loro di risparmiare una media di 20,000$ l’anno rispetto alle tradizionali formule di assistenza domestica.

I nuovi innovatori sono giovani, pieni di idee, ma anche molto concreti. Elaborano soluzioni per i problemi quotidiani delle varie fasi della vita, ricercando i mezzi più veloci ed economici per affrontarli nel modo più adeguato. Come possiamo assecondarli e metterli in condizione di operare al meglio?

Innanzitutto, aiutandoli a guardarsi intorno. La vera innovazione nasce innanzitutto dalla capacità di osservazione del contesto. La scuola e l’università possono fare molto in questo senso, lasciando che i ragazzi possano alzare ogni tanto la testa dal libro e analizzare ciò che li circonda. Inseguire l’innovazione fine a se stessa, ha ragione Jain, serve a poco quando le risorse scarseggiano e i problemi aumentano. E infine, non pensiamo solo a fare spazio ai giovani. Piuttosto, diamo loro la possibilità di prenderselo da soli. Vogliono, possono e sanno farlo, se solo glielo lasciamo fare.

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