LUISS e Università di Petra insieme per il Progetto Mediterraneo

Unknown-9Come definireste in una parola cosa è “normale”? Ci verranno in mente molte cose se ci soffermeremo a ragionarci su, ma con grande probabilità la normalità andrà in pari con la routine nel nostro modo di pensare. Ed è giusto, perché per ciascuno di noi la normalità è quello che coincide con la routine. La nostra routine, però, è composta da molti aspetti che per una fetta molto ampia di popolazione sono tutt’altro che consuetudine.

In un post recente avevo citato l’esempio di Dollar Street, il brillante progetto della fotografa Anna Rosling che ha mostrato quali siano le abitudini quotidiane di popolazioni che, al di là della latitudine in cui vivono, hanno in comune la necessità di lavarsi i denti, avere un tetto sulla testa, spostarsi per andare al lavoro. Questi bisogni prescindono da qualunque determinante umana: sesso, religione, gruppo sociale. Questi bisogni rendono tutti noi profondamente umani, prima che uomini o donne, studenti o impiegati, imprenditori o musicisti. Quello che ci insegna questo progetto è che, se stiamo leggendo questo post, apparteniamo già alla fascia più ricca della popolazione. Mai come sulla terra arida e rigogliosa allo stesso tempo della Giordania ho capito quanto questo sia vero.

Il Progetto Mediterraneo è nato nel 2017 da LUISS e dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, che insieme hanno dato vita alla Fondazione Mediterraneo – Diritto allo studio LUISS Guido Carli – per formare studenti provenienti da Paesi dell’area del Mediterraneo, offrendo loro la possibilità di seguire Corsi di Laurea Triennale e Magistrale in lingua inglese nel nostro Ateneo.

Un progetto nato per creare opportunità. Opportunità per studenti al di là della costa, con consuetudini e normalità differenti dalle nostre, più difficili, eppure così simili a quelle degli studenti di LUISS o di qualsiasi altra università in Italia.

Con le parole in prestito del Vice Presidente Esecutivo LUISS, Luigi Serra, il progetto ribadisce la vocazione internazionale della nostra Università e risponde a una esigenza umanitaria con un atto di fiducia nella formazione e nell’educazione.

Attualmente presso la University of Petra sono coinvolti diciassette studenti, che frequentano Corsi di Laurea Triennale con il programma Double Degree LUISS, selezionati in base allo status di svantaggio economico e sociale e all’eccellenza accademica. Dei diciassette, dieci sono studenti giordani regolarmente iscritti presso l’Università di Petra che frequentano il primo e il terzo anno alla University of Petra e il secondo nel nostro Ateneo, mentre sette sono rifugiati che risiedono in Giordania e seguono le lezioni, alcune tenute da docenti LUISS.

Nel corso delle due giornate che io, assieme al Vice Presidente Esecutivo Serra e alla prof.ssa Corrao, abbiamo trascorso in Giordania per la presentazione del Progetto, abbiamo avuto modo di incontrare gli studenti coinvolti nel Progetto e visitare i campi profughi di Zaatari e Jeitash Gaza. Luoghi di mezzo, città che diventano “casa” solo temporaneamente, un tempo che si restringe e si dilata a un ritmo non consueto. È lì che si respira aria di apparente – seppur non definitiva – normalità. Per quei bambini, o ragazzi, la normalità è il precariato: della casa, della famiglia, della loro stessa vita.

Anche la scuola sembra un optional, perché per molti di quei ragazzi non è – o non sarebbe stata in altre condizioni – la “normalità”. Con il Progetto Mediterraneo abbiamo provato a rendere normale una possibilità di formazione di eccellenza che possa diventare alla portata di tutti. Come tutti i progetti belli e con finalità così ambiziose, il lavoro è ancora lungi dall’essere completato. Noi ci mettiamo testa e cuore, affinché ciò che per i nostri studenti è una possibilità diventi una opportunità possibile anche per studenti in contesti più difficili, ma egualmente desiderosi di avere la loro sfera di normalità.

 

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