Decostruire la conoscenza

Schermata 2018-05-25 alle 21.51.55.pngLa African Leadership University è probabilmente uno degli esempi più recenti di life largelearning. Il loro obiettivo è “decolonizzare” la conoscenza, espandendo gli orizzonti e rendendo la conoscenza davvero accessibile per gli studenti africani.

I punti da affrontare per decolonizzare radicalmente il sapere non sono pochi. Innanzitutto, equiparare – o almeno, avvicinare – la percentuale di studenti africani che partono per uno scambio internazionale verso l’Europa o gli Stati Uniti e viceversa. Ad oggi, si stima che la ratio sia 10:1, ossia per 10 studenti americani o norvegesi che vanno a studiare in Africa c’è solo un ghanese che parte per studiare a Parigi.

Secondo, imparare a comunicare in altre lingue oltre all’inglese, per decostruire la percezione che la conoscenza sia prevalentemente custodita in libri scritti nella lingua del Commonwealth.

Terzo, imparare a lavorare insieme, studenti e docenti, per costruire nuovi modelli formativi che escano dal testo scritto e guardino alla realtà con maggiore consapevolezza. Se gli studenti in Africa venissero esposti solo al testo scritto, la loro conoscenza si fermerebbe quasi esclusivamente all’era coloniale e post-coloniale. Eppure la conoscenza del loro Paese e della loro cultura risiede anche altrove, in forme più contemporanee: nello studio delle sculture, della musica, dell’architettura, persino del cibo. Il mix sapiente di formazione teorica e conoscenza pratica fa sì che i ragazzi abbiano una maggiore consapevolezza di ciò che li circonda. Oggi.

Questo approccio assomiglia molto a quello che ho definito life largelearning. Decostruire e ricostruire la forma della conoscenza. Immaginiamo un castello fatto di Lego©. Ogni mattoncino può essere utilizzato per formare non solo un castello, ma una macchina, un grattacielo, un ponte e mille altre cose ancora. Non sono forse gli stessi pezzi, gli stessi mattoncini?

Allo stesso modo, anche fuori dai confini africani possiamo “decolonizzare” il nostro sapere. Eliminare la supremazia degli approcci formativi tradizionali e aprire le porte anche a nuove forme di conoscenza. Non è a caso aver scritto “anche a nuove forme di conoscenza”. Una nazione, un popolo senza consapevolezza della propria storia è un popolo senza futuro. Ma per costruire il futuro servono anche mattoni di esperienza.

Essere studenti oggi è molto più impegnativo di qualche decennio fa. I ragazzi oggi non devono solo studiare, ma devono imparare a gestire un mondo che accelera. Devono imparare a fare spazio non solo alle nozioni, ma anche alle conoscenze pratiche. Recuperando per un istante il paragone con i Lego©, devono imparare a costruire strutture più grandi e capienti con lo stesso numero di mattoncini.

La transizione non è facile. Decostruire non è distruggere, che sarebbe la via più breve (e dannosa). Decostruire significa prendere ciascun pezzo, nessuno escluso, e riporlo con cura fino al nuovo utilizzo. Decostruire è avere cura, pazienza, creatività, flessibilità.

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