Erostudente: un anno dopo

Un anno fa è uscito Erostudente. Ricordo ancora l’emozione di tenere in mano la prima copia. Profumava di carta stampata, quell’odore indescrivibile che ci attira sempre, che ci fa viaggiare in un istante dentro storie d’inchiostro.

Erostudente è un viaggio, non un semplice racconto. Raccoglie storie concrete e dense, di studenti, ragazzi che si sono scontrati con l’invisibilità del diverso, che hanno smascherato l’indifferenza degli adulti. Che si sono fermati, ma allo stesso tempo hanno anche corso.

In LUISS abbiamo convintamente voluto inserire dei percorsi di volontariato curriculare nel percorso accademico. Curriculare perché non volevamo che venisse considerata come una opzione di minor valore rispetto alle tradizionali materie di studio.

Molti accademici storcerebbero il naso di fronte a una affermazione del genere, eppure se ci affacciamo alla finestra vediamo che il mondo corre. Corre così forte che il più delle volte fatichiamo a stargli dietro. Corriamo, corriamo sempre. La nostra vita è scandita da ticchettii inesorabili, da un equilibrismo di minuti e ore, dalla fretta che fa da base di appoggio di ogni nostra attività. La formazione teorica, benché fondamentale, non è più sufficiente ed esaustiva di un percorso educativo completo.

Bisogna imparare a fermarsi, ogni tanto. Non possiamo insegnare ai nostri figli che la fretta è amica, ma che occorre una sapiente e rapida “lentezza accelerata”, che sa fermarsi e riflettere, prima di spiccare il volo. Abbiamo il compito di formare la generazione che avrà il mondo in mano in una manciata di anni. Che tipo di mondo ci aspettiamo di conoscere? Uno che si ispira a modelli conservatori di sviluppo, o che al contrario sa utilizzare il progresso e la tecnologia per arrivare anche a chi è rimasto indietro, se non proprio escluso?

La formazione dei ragazzi deve essere rotonda: allargata di esperienza e umanità, ma anche poggiata solidamente sulla conoscenza.

Un anno dopo Erostudente non rimane solo il ricordo, ma anche l’emozione della strada che ci sta dinanzi. Una strada tortuosa, forse, ma senza dubbio ricca di emozioni.

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