L’intelligenza artificiale all’opera nelle aziende: il nuovo ruolo degli innovatori

wheel.jpgAl giorno d’oggi, sempre più aziende, grandi e piccole, hanno un capo dell’innovazione – un CIO, Chief Innovation Officer. Il suo ruolo è quello di vedere più avanti degli altri in azienda, di capire quali cambiamenti possono dare un beneficio in termini economici e di risultato all’azienda stessa e ai suoi clienti.

Negli anni, questa figura ha dovuto fare i conti con un avanzamento tecnologico dirompente, ma già dai primi anni del Novecento ha dovuto fronteggiare un fenomeno che sembra prerogativa dei nostri giorni: l’automazione. Già nelle fabbriche in cui Henry Ford produceva le prime automobili ci si rese conto che alcune macchine erano in grado di fare i lavori ripetitivi che allora erano prerogativa dei dipendenti (umani). Negli anni, poi, si è passati ad automatizzare fette sempre più consistenti della catena del valore di un prodotto, al contempo formando figure professionali per lavori completamente nuovi.

Con l’avvento sempre più massiccio dell’intelligenza artificiale, questo trend non sembra destinato ad arrestarsi. Ma quanto viene (veramente) utilizzata l’intelligenza artificiale nelle aziende oggi?

Gartner, una società di consulenza statunitense attiva con 12,000 partner in oltre 100 paesi, ha di recente effettuato uno studio su oltre tremila CIO in 98 paesi e in diversi settori produttivi. I risultati sono interessanti e suscitano più di una riflessione.

Stando all’analisi, appena il 4% dei CIO applica l’intelligenza artificiale, benché il 20% di loro abbia pianificato (o stia già conducendo) progetti pilota in questo ambito nel breve termine.

Ben il 95% degli intervistati ritiene che il loro lavoro cambierà a causa della digitalizzazione. Questo porterà alla necessità di una grande trasformazione di questo ruolo, che sarà sempre più quello di leader del cambiamento in aree trasversali del business e del management.

La cybersecurity, l’altro lato della medaglia dell’intelligenza artificiale, è considerata come un potente driver del cambiamento nei lavori del futuro. Il 95% dei CIO intervistati, in fatti, ritiene che le minacce alla cybersecurity aumenteranno e avranno impatti rilevanti sulle organizzazioni.

Infine, il tema del lavoro. Stando alla rilevazione, possiamo identificare due filoni. Da un lato il fatto che la possibilità di automazione consentirebbe tagli al personale – e dunque maggiori profitti per l’azienda. Dall’altro, in una prospettiva decisamente meno miope, la capacità di cogliere la trasformazione del lavoro, coinvolgendo personale più motivato e preparato.

Le aziende che riusciranno a implementare applicazioni che aiutino e migliorino gli sforzi dell’uomo saranno quelle che godranno di benefici al di là della semplice automazione dei processi produttivi. Saranno proprio queste aziende ad attrarre più facilmente lavoratori ansiosi di abbracciare l’intelligenza artificiale.

Capacità, professionalità e opportunità nuove apriranno mondi del lavoro che pochi decenni fa sembravano improbabili. I nostri nonni lavoravano 12 ore al giorno, 7 giorni alla settimana. Noi lavoriamo 8 ore al giorno, 5 giorni alla settimana. I nostri figli e nipoti lavoreranno 4 ore al giorno, 3 giorni alla settimana, per produrre un risultato con tutta probabilità di maggiore impatto di chi, qualche generazione prima, lavorava in un giorno solo lo stesso monte ore.

Tuttavia, non vanno confusi i benefici economici e quelli sociali dell’automazione. J. M. Keynes, già quasi un secolo fa, ci metteva in guardia sul fatto che se i problemi economici saranno risolti, il genere umano sarà privato del suo scopo tradizionale.

Cosa ci rende davvero umani? Cosa caratterizza il nostro cervello da quello programmabile di una macchina o di un algoritmo? Quando le macchine ci libereranno dalla maggior parte dei nostri compiti pratici, a cosa rivolgeremo la nostra attenzione? Questi saranno solo alcuni, ma i più importanti, dei grandi interrogativi del nostro secolo. La risposta che ad essi daremo determinerà il futuro della nostra società.

 

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