L’innovazione dirompente delle piccole cose

Schermata 2018-03-21 alle 22.41.52Disruption. Il tema dell’innovazione, del cambiamento dirompente, è sempre più di primo piano in questi tempi. Eppure, non si tratta proprio di una novità. Negli anni ’80, Cisco introdusse dei dispositivi che consentivano a diversi dipartimenti in azienda di comunicare più agevolmente. Negli anni ’90, eBay iniziò a vendere oggetti che erano difficili da commerciare prima dell’avvento di internet.

Nel 1999, Bill Gates fece 15 previsioni che all’epoca sembravano surreali, ma che quasi venti anni dopo sono diventate realtà: siti in grado di comparare i prezzi, la possibilità di fare transazioni bancarie via internet, assistenti personali virtuali e Internet of Things, offerte commerciali personalizzate, i social media…

Tutte queste innovazioni sono oggi parte della nostra vita quotidiana. Possiamo prenotare biglietti aerei o camere di albergo al prezzo più conveniente grazie ad algoritmi che selezionano per noi centinaia di offerte; possiamo inviare il nostro curriculum ad aziende in tutto il mondo tramite siti che mettono in connessione chi cerca e chi offre lavoro; possiamo selezionare il televisore migliore da comprare grazie a recensioni e forum di discussione online; possiamo regolare la temperatura della nostra abitazione con un termostato intelligente.

Disruption è invenzione, visione, applicazione. Ma è anche coraggio, ingegno e capacità di previsione.

La tesi di dottorato di John Nash, discussa nel 1950, ne è un esempio. Nash, una delle menti matematiche più brillanti del XX secolo, elaborò i principi della sua teoria dei giochi (che gli valse il Nobel per l’Economia nel 1994) in 26 pagine, citando appena due riferimenti in bibliografia.

Essere disruptive significa principalmente due cose. Da un lato, ottimizzare ciò che già esiste, rendendolo più agile e funzionale. Dall’altro, provare a spingere gli orizzonti al di là di ciò che già esiste, esplorando campi nuovi.

Il presente, ma ancora di più il futuro, è fatto di entrambi gli aspetti della disruption. Abbracciare lo spirito jugaad, facendo di più con meno risorse ed elevando la frugalità a paradigma di qualsiasi comportamento personale e ambientale. Ma anche saper vedere oltre ciò che abbiamo, pronti ad abbracciare il “rischio” di scoprire la prossima grande idea.

L’innovazione dirompente, disruptive, è nelle piccole cose ancora più che nelle grandi imprese. Non è necessario reinventare la ruota per essere disruptive, se intravediamo la possibilità che affiancando 4 ruote potremmo ottenere una macchina.

La sfida di trasmettere questo spirito alle nuove generazioni è aperta, ma non impossibile.

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