LUISS e Intesa Sanpaolo insieme per le imprese familiari

FamilyBusinessL’ultimo rapporto sulle competenze digitali della Commissione Europea fotografa una Italia ancora molto indietro per quanto riguarda la digitalizzazione.

La Commissione stima che in futuro 9 lavori su 10 richiederanno competenze digitali. Tuttavia, 169 milioni di europei tra i 16 e i 74 anni ad oggi non possiedono neanche le abilità digitali di base.

Il nostro Paese è al 25esimo posto con il 44% di italiani in possesso delle competenze digitali di base, cioè quelle utili nella vita di tutti i giorni. Peggio di noi solo Cipro, Romania e Bulgaria, mentre vanno meglio Spagna (53%), Francia (56%) e Germania (68%).

Al momento, in Europa il 40% delle aziende ha difficoltà a trovare specialisti di ICT, e si stima che entro il 2020 ci sarà un potenziale di 500,000 posti di lavoro per professionisti informatici che non verrà coperto.

Certamente, occorre intervenire dal punto di vista della formazione su questi aspetti, per riallineare le esigenze del mondo del lavoro con l’offerta formativa delle università, soprattutto italiane. In particolare, rispondendo in modo adeguato e puntuale alle richieste di competenze da parte delle imprese.

Un caso di rilievo è costituito dal segmento di business delle imprese familiari. In Italia, l’AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari) stima che le aziende familiari siano circa 784.000 – pari ad oltre l’85% del totale aziende – e pesino in termini di occupazione circa il 70%. Sotto il profilo dell’incidenza delle aziende familiari, il contesto italiano risulta essere in linea con quello delle principali economie europee quali Francia (80%), Germania (90%), Spagna (83%) e UK (80%), mentre l’elemento differenziante rispetto a questi paesi è rappresentato dal minor ricorso a manager esterni da parte delle famiglie imprenditoriali: il 66% delle aziende familiari italiane ha tutto il management composto da componenti della famiglia, mentre in Francia questa situazione si riscontra nel 26% delle aziende familiari ed in UK solo nel 10%.

Le aziende familiari italiane si distinguono anche per la longevità: tra le prime 100 aziende più antiche al mondo, 15 sono italiane e tra queste 5 – Fonderie Pontificie Marinelli (anno di fondazione 1000), Barone Ricasoli (1141), Barovier & Toso (1295), Torrini (1369) e Marchesi Antinori (1385) – sono tra le dieci aziende familiari più antiche tuttora in esercizio.

Nel segmento delle aziende di medie e grandi dimensioni (fatturato >50€mln), le aziende familiari sono circa 4.000, con un’incidenza intorno al 58% del totale del segmento, e coinvolgono circa 3 milioni di dipendenti.

Secondo dati Unioncamere, nell’ultimo ventennio le medie imprese familiari hanno anche rafforzato il proprio peso nella manifattura italiana: il loro valore aggiunto è cresciuto dal 12% al 18%, il fatturato dal 14,5% al 18,5%, l’export dal 15,6% al 19% circa.

È per coniugare due aspetti fondamentali della nostra economia (la necessità di ampliare le competenze digitali del Paese e la gestione di un segmento importante del nostro sistema economico, come quello delle imprese familiari, che LUISS Business School ha lanciato il nuovo corso “Family Business Management” per la formazione dei manager per l’impresa familiare, sostenuto da Intesa Sanpaolo.

Il 45% delle imprese familiari nel nostro Paese è prossima ad affrontare il passaggio generazionale: proprio per poterle supportare al meglio in questa fase delicata, la LUISS Business School ha istituito un nuovo corso che prevede un percorso formativo rivolto ai professionisti che vogliono occuparsi dell’azienda di famiglia.

La LUISS Business School, insieme al Direttore del corso Fabio Corsico, ha messo al servizio dei 25 partecipanti selezionati un Corporate Advisory board di grande prestigio, presieduto da Gian Maria Gros‐Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo, per dare ai manager di queste imprese gli strumenti conoscitivi appropriati per gestire adeguatamente questa transizione.

Come ha affermato il prof. Boccardelli, Direttore della LUISS Business School, Competenze di governance, finanza, comunicazione e decision-making costituiranno il bagaglio multidisciplinare utile che permetterà ai partecipanti di prendere decisioni consapevoli, orientate a una corretta organizzazione del business e dei processi produttivi.

 

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