Startup e successo: come riuscirci?

startup-entrepreneurCoraggio. Perseveranza. Equilibrio. Sono questi i tre pilastri che fanno un buon imprenditore.

Stiamo assistendo nel nostro tempo a un proliferare quasi incontrollato di startup digitali. Migliaia di startup nascono e poche sopravvivono, eppure questo rimane un fenomeno di grande innovazione sociale ed economica.

Incoraggiamo gli studenti a mettersi alla prova, a creare il proprio lavoro se non ne trovano uno già “pronto”. Ma li equipaggiamo a sufficienza per questa avventura?

La risposta, ahimè, è no. Almeno non abbastanza.

Coraggio. Di fronte a ciò che è loro richiesto per seguire con puntualità tutte le fasi di una startup, prima che diventi una impresa strutturata, spesso siamo portati a frenarli. Per scarsa fiducia, forse, o perché ci lasciamo dominare dalle nostre paure. Che il più delle volte trasmettiamo loro. Ma hanno bisogno di coraggio, di credere che il successo è possibile perché se altri prima di loro sono riusciti potranno farlo anche loro, se si impegneranno e lavoreranno bene. Con coraggio.

La perseveranza. È la soluzione ai momenti, inevitabili, di difficoltà. Ancora oggi, la maggior parte delle startup che nasce muore nel giro di poco tempo. Perché non ha conquistato abbastanza fiducia da parte degli investitori, o perché il prodotto non era sufficientemente buono, o perché il business plan non funziona come dovrebbe. Tutto questo si può imparare, se decidiamo di abbracciare una cultura del fallimento. Riconoscere la difficoltà è accettare anche l’ipotesi di un fallimento.

Ma dagli sbagli si impara, e non è retorica. Un imprenditore che ha dovuto chiudere la sua prima avventura imprenditoriale per un business plan errato difficilmente replicherà ricominciando con lo stesso business plan, ma alla prossima occasione lo indirizzerà in modo da aggredire meglio il mercato di riferimento.

Quello che manca nella nostra cultura imprenditoriale è una cultura che accetta il fallimento e lo rende uno strumento di apprendimento.

Equilibrio. Per essere imprenditori di successo occorre una visione di insieme che tenga in conto numerosi fattori, in cui la vita professionale non offusca il fattore emotivo. Si dice che per avere successo occorre, talvolta, più QE (quoziente emotivo) che QI (quoziente intellettivo). Un buon leader si cura non solo della propria azienda, ma anche del benessere di chi lavora con e per lui. Di chi lo supporta nella vita di tutti i giorni, nella vita come nel lavoro. È questo il senso profondo dell’equilibrio che è richiesto a un imprenditore affinché il suo team, che è il cuore pulsante della sua azienda, non sia penalizzato. Il team è il primo requisito di una startup di successo, perché questo genere di competizione non si vince mai da soli. Come sostiene Michael Jordan, da solo puoi vincere una partita, ma è la squadra che vince il campionato.

Coraggio. Perseveranza. Equilibrio. La startup di successo si costruisce (anche) così. Siamo pronti a insegnare questa lezione ai nostri giovani?

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