Career Day 2017: le aziende incontrano i beyonders

Si è tenuta oggi al campus di viale Romania la 21° edizione del Career Day LUISS: i Giovani e il lavoro, l’appuntamento annuale di incontri con le Risorse umane delle più importanti multinazionali, imprese e istituzioni italiane ed internazionali e di orientamento professionale e recruiting dedicata agli studenti e ai laureati dell’Ateneo che oggi ha ospitato oltre 100 aziende e startup a caccia di talenti.

La giornata si è aperta con un focus sul mondo del lavoro con il Rettore Paola Severino, il Vice Presidente Esecutivo Luigi Serra e il Presidente dell’Associazione Laureati LUISS, Daniele Pelli, insieme a Maria Carla Liuni, Vice President della sezione Global Marketing e communication di Bulgari, laureata LUISS.

A seguire il consueto lancio del cappello di laurea con molti applausi e tanti sorrisi dei diplomati nei corsi di laurea in Giurisprudenza, Scienze Politiche, Impresa e Management ed Economia e Finanza.

Molta attenzione all’importanza di coltivare durante il percorso di studi le cosiddette soft skills, dal volontariato alle esperienze all’estero che alla LUISS tracciano un percorso di conoscenze trasversali, indispensabili in un mercato del lavoro sempre più competitivo, rafforzando la storia e la personalità dei candidati.

Il successo della manifestazione lo dimostrano i numeri: dal sondaggio effettuato durante il precedente Career Day risulta che il 97% delle imprese presenti lo scorso anno ha preso almeno una risorsa attraverso questa iniziativa, e oltre il 70% più di due.

Numeri lusinghieri e una forte carica degli studenti, che sono sempre più #beyonders. Come un bambino che vuole guardare più in là della sua altezza, o che smonta e rimonta i suoi giocattoli per comprenderne il funzionamento, questa generazione di beyonders è flessibile, agile, mobile, pronta a trovare strade alternative se quella principale non è disponibile. È disposta a servire gli altri senza cercare necessariamente il guadagno personale; persevera, immagina, costruisce ecosistemi di crescita. Si può imparare a guardare in avanti, e le istituzioni di formazione hanno il compito di facilitare questo processo di apprendimento. È un risultato che si ottiene con l’applicazione costante dell’osservazione: imparare a osservare, oltre che a vedere, porta a identificare necessità e opportunità che si trovano vicino a noi. La connessione tra sistemi (individui, strutture, comunità) è il prerequisito per ottenere una moltiplicazione dell’impatto e del risultato.

Vogliamo essere beyonders?

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