Ragazzi autistici a servizio dell’intelligence israeliana: il caso dell’Unità 9900

L’Unità 9900 dell’IDF, Israel Defence Force, è la sezione del corpo di difesa israeliano deputata all’intelligence delle immagini. Il satellite registra delle immagini, che devono essere analizzate per determinare rischi e pericoli in una data zona.

Da alcuni anni, l’unità 9900 recluta giovani ragazzi autistici. Per questo lavoro sono richieste elevate – e piuttosto rare – capacità di osservazione e uno studio dell’Università di Cambridge suggerisce che queste siano particolarmente diffuse in individui affetti da autismo.

Secondo Geraldine Dawson, Direttore del Duke Center for Autism and Brain Development, sin dalla tenera età i bambini con sindrome di autismo tendono a compensare la loro capacità di interazione sociale sviluppando abilità percettive superiori alla media ed eccellono in attività che richiedono impegno visivo, uditivo e sistemico, come puzzles o nel disegno.

I ragazzi autistici reclutati dall’IDF vengono formati in un programma di un anno che, anche con l’aiuto di un team di psicologi, consente loro di acquisire capacità che possono, al termine di questo periodo, decidere di sfruttare anche altrove. In Israele, in particolare, le competenze acquisite nei corpi militari sono particolarmente richieste nelle tante startup tecnologiche di cui il Paese è ricco.

E. (il nome è nascosto per motivi di privacy), 21 anni e autistico, racconta a The Atlantic come il suo lavoro non sia stressante come per molti suoi colleghi, ma che per lui sia anzi “rilassante, come un hobby”. La sua spiccata capacità di individuare nelle immagini del satellite oggetti o movimenti sospetti ha permesso di salvare le vite di molti soldati in numerose situazioni critiche.

Questa iniziativa ha molteplici vantaggi. Da un lato, riduce la percezione della diversità e lo stigma che molti ragazzi autistici subiscono, incrementando sensibilmente le loro possibilità di inserimento sociale e riducendo il rischio al termine dei “maledetti 21”, limite di età oltre il quale la maggior parte delle attività governative in sostegno degli Israeliani autistici cessa. Dall’altro, il loro lavoro ha un valore sociale inestimabile, considerando che delle loro caratteristiche peculiari sono in grado – più di altri che non hanno la stessa sensibilità – di salvare anche vite umane.

L’inclusione sociale genera valore condiviso, crea opportunità e moltiplica le interazioni. E se, come recita l’adagio, la bellezza è nell’occhio di chi guarda, lo stesso vale anche per la diversità.

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