Frugal Innovation esce in edizione italiana

schermata-2016-12-06-alle-23-12-05Essere frugali è una necessità. Lo stato attuale del nostro pianeta ci impone di rimodulare le nostre abitudini, tenendo sempre più conto di quelle altrui, ma soprattutto di quelle del pianeta. Essere jugaad non è più prerogativa solo di chi abita in aree remote del pianeta, lontano dalle commodities più diffuse.

Essere jugaad è diventata una mentalità nuova (o forse neppure tanto) che anche le economie più avanzate hanno necessità di adottare il più velocemente possibile. È questo il tema di Frugal Innovation, uscito da pochi giorni in edizione italiana per Rubbettino Editore.

L’evoluzione di jugaad, la nostra riscoperta di valori antichi e oramai dimenticati. Essere frugali non è una novità. È quello che hanno sempre fatto i nostri genitori o nonni, per migliorare le loro condizioni di vita in un contesto in cui la scarsità era dominante. In un tempo in cui le cose rotte si riparavano, e non si sostituivano.

È la legge della natura. Nei sistemi naturali non ci sono sprechi, perché tutto ciò che non serve viene riutilizzato da altri sistemi naturali. E dunque, essere frugali significa essere più simili alla nostra vera natura.

Un libro, Frugal Innovation, che prende spunto da tanti casi aziendali – e non – dell’Occidente per delineare i sei principi dell’innovazione in un tempo in cui le risorse si assottigliano, ma la richiesta di valore è sempre crescente:

  1. Coinvolgere e ripetere
  2. Rendere flessibili le tue risorse
  3. Creare soluzioni sostenibili
  4. Plasmare il comportamento dei consumatori
  5. Co-creare valore con i prosumers
  6. Farsi amici innovativi

Il senso di questi sei principi è creare una economia non più solo circolare, ma a spirale, ossia condivisa e dal valore aggiunto crescente. Parlare con i clienti, seguirli a casa (talora letteralmente) e perseguire la sostenibilità sono gli obiettivi del buon imprenditore del XXI secolo.

L’era dell’opulenza fine a sé stessa è finita, e la frugalità è pronta a prendere il suo posto. Finisce l’era della proprietà esclusiva di alcuni strumenti, inizia l’era della condivisione sistematica. A cosa ci serve possedere un trapano, che usiamo in media 10 minuti nel corso del suo ciclo di vita, quando possiamo prenderne in prestito uno quando ne abbiamo bisogno? Oppure di una automobile, se quando ci serve ne abbiamo una subito disponibile grazie al car-sharing?

Per troppo tempo abbiamo confuso la frugalità con la scarsa qualità, o con prodotti economici perché scadenti. Quelli sopra menzionati e tanti altri casi di condivisione intelligente raccontati nel libro celebrano invece la frugalità e la elevano a chiave di volta per il futuro.

Frugal Innovation è stato premiato come miglior libro di management del 2016. È una lettura profonda e scorrevole, densa e piacevole. È un modus vivendi diverso da quello a cui siamo abituati, ma l’unico che garantirà una sopravvivenza più sostenibile ai nostri figli. Che sono già molto più frugali di quanto possiamo pensare.

Buona lettura.

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