Mappe ribaltate, orizzonti capovolti

mcarthurAvete mai provato a camminare sulla spiaggia al tramonto e poi voltarvi a guardare la strada che avete fatto? Man mano che si va avanti ci si sente sempre più piccoli e la prospettiva cambia. Possiamo camminare verso est o verso ovest, ma avremo sempre il mare da un lato e la terra dall’altro.

È sorprendente se ci soffermiamo a pensare che, in fondo, tutto questo è assolutamente arbitrario. Verso est rispetto a cosa? Il nord di quale punto?

Le carte geografiche sono una delle cose che mi affascinano maggiormente. Raccontano di popoli, persone, culture, vite intrecciate e storie che si intersecano lungo delle linee, disegnate spesso a tavolino.

Non si può capire la storia di un popolo senza conoscere la sua geografia. Se svedesi, australiani e ghanesi hanno situazioni economiche e culturali diverse è anche merito – o colpa – del territorio che occupano. Se i nostri giornali sono quotidianamente riempiti da notizie tragiche di guerre è anche a causa della geografia dei Paesi.

La natura plasma la geografia, la geografia plasma il territorio, il territorio plasma i popoli e i popoli generano cultura. Ma che succede se capovolgiamo la carta geografica? Apparentemente nulla.

Il fatto di avere il nord in cima alle carte geografiche è del tutto artificiale. Questa convenzione si è formata alcuni secoli fa, quando i navigatori europei dell’emisfero nord hanno iniziato a usare la stella Polare come riferimento e il compasso magnetico. Prima di allora, in cima alla mappa c’era l’est, da cui deriva questo orientamento del mondo. Che vede l’Europa, non proprio casualmente, al centro.

Ma nella realtà cambia tutto. Mettere l’Australia e il Cile al nord del mondo, e la Norvegia al sud, comporta di ribaltare i propri scenari e prospettive. Significa guardare la realtà consapevoli del relativismo delle convenzioni. Significa guardare gli altri senza considerarli “diversi”, perché i diversi possiamo essere anche noi. Significa recuperare il senso della propria appartenenza, imparando anche a muovere le nostre radici quando è necessario.

Ribaltando le mappe e lo sguardo. Camminando sulla spiaggia, imparando a spostare anche il mare, se serve a farci navigare verso orizzonti nuovi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...