L’arte dell’improvvisazione strutturata

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Vassilij Kandinsky, Improvvisazione n.8, 1923

Già nel 2014, Wired sottolineava l’importanza degli anni trascorsi all’università come trampolino di lancio per il successo imprenditoriale. Ancora oggi, e ancor di più oggi, possiamo sostenere con forza questa tesi.

Le storie di successo, talora grande, di chi ha raggiunto picchi di innovazione strabilianti pur non avendo conseguito un titolo di studio universitario (basti pensare ai famosi casi di Bill Gates e Steve Jobs) sembrano aver distolto l’attenzione dalla valenza degli anni trascorsi all’università. Certo, l’attitudine all’innovazione è in parte innata, ma questo “talento” deve essere coltivato, nutrito e alimentato dallo studio e dall’impegno.

Mentre in LUISS ci apprestiamo ad accogliere le matricole, la prossima settimana, avvertiamo come sempre più fondamentale l’esperienza universitaria, specie se lo studente riuscirà a viverla con la curiosità e la consapevolezza che fare impresa richiede.

I due principali fattori di successo di una startup, infatti, sono il team e l’idea. Una buona idea imprenditoriale, che sappia affermarsi in modo efficace sul mercato e crescere con i giusti mezzi e investimenti, è chiaramente la base del successo di una impresa. Ma è il team affiatato e coeso che farà la differenza. L’idea, da sola, rimarrà in piedi per breve tempo. Senza una buona squadra che crede nel progetto verrà presto sgretolata sotto il peso delle divergenze e degli interessi individuali.

Imparare a riconoscere e a creare la buona idea imprenditoriale e saper individuare il team migliore per farla fiorire: è questa una delle più grandi conquiste a cui fa arrivare l’università.

Ovviamente, questi principi non valgono soltanto per lo sviluppo aziendale, ma in primo luogo per la creazione e il nutrimento del proprio senso di auto-imprenditorialità, ossia la capacità di individuare la direzione da prendere per la propria vita e cercare il modo migliore per arrivare agli obiettivi prefissati.

Non c’è improvvisazione che tenga, quando questo è il traguardo che si vuole raggiungere. C’è solo tanto impegno, dedizione, studio. E quello non è affatto innato.

 

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