Buoni insegnanti per una buona scuola

education-reform.jpgUna buona scuola è fatta innanzitutto di due protagonisti principali: bravi alunni e bravi insegnanti. Uno studio americano citato dall’Economist illustra come un buon insegnante influenzi la preparazione degli studenti molto più di quanto si possa pensare. Secondo lo studio, in un solo anno il 10% di docenti migliori impartisce agli studenti tre volte più conoscenze del 10% di insegnanti peggiori. Un altro suggerisce che se gli studenti afroamericani fossero preparati dagli insegnanti migliori, la differenza di risultati con gli studenti bianchi sparirebbe.

Il problema è la concezione diffusa che la capacità di essere dei bravi insegnanti sia sostanzialmente innata e che poco possano lo studio e l’applicazione. Questa premessa, tuttavia, è sbagliata e porta come conseguenza che i percorsi formativi degli insegnanti sono in molti casi inadeguati.

Quello che i docenti non imparano nelle università e nelle istituzioni di formazioni difficilmente lo apprendono sul lavoro, essendo concentrati più sull’aspetto di mero “travasamento” delle nozioni che della formazioni di loro stessi. Due quinti degli insegnanti nei paesi membri dell’OCSE affermano di non aver mai avuto l’occasione di assistere alla lezione di un altro docente, né di aver mai richiesto un feedback da altri colleghi.

La questione della remunerazione non incide in modo significativo sul miglioramento della qualità dell’insegnamento. I migliori insegnanti della Finlandia, il Paese con il sistema educativo più efficiente del mondo, sono pagati nella media dei docenti degli altri paesi OCSE.

La formazione degli insegnanti dovrebbe essere più rigorosa e orientata all’apprendimento, in primo luogo del docente stesso. Imparare a stare al passo con l’evoluzione del mondo circostante è una questione di allenamento al cambiamento, che non deve necessariamente comportare una direzione negativa degli eventi.

Allenare gli insegnanti al cambiamento, spostando il focus della loro missione dallo scambio di nozioni alla abilità di dotare gli studenti degli strumenti per interpretare il presente e costruire il futuro. Così la scuola – e l’università di riflesso – sarà in grado di diventare la palestra formativa che dovrebbe essere.

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