Domande o risposte: una riflessione sull’education

photo_76923_landscape_650x433Secondo Platone, era concepibile che la formazione diventasse élitaria, purché si dessero agli studenti gli strumenti per farsi domande sempre nuove, invece di consegnare loro risposte già preconfezionate dall’insegnante.

Ad oggi, la formazione ha come scopo tutt’altro che quello di essere un privilegio di pochi.

Con i MOOCs, le borse di studio e i premi per merito si cerca di allargare il più possibile il bacino di utenza delle università. Incoraggiamo gli studenti ad arrivare all’università e a dare il meglio in essa.

Ci spinge a questo anche l’Europa, che ha fissato per l’Italia una quota di laureati entro il 2020 pari al 40% della popolazione, cifra dalla quale siamo (e saremo) ancora ben lontani. Certo, un buon orientamento è essenziale, ma resta il punto che l’università del ventunesimo secolo, a differenza della formazione ai tempi di Platone, è molto più inclusiva.

Tuttavia, il punto sullo scopo dell’education, da Platone a oggi, rimane. Come educatori, qual è il nostro ruolo? Dare risposte o fare altre domande? Nell’era di internet, quella in cui non si ha bisogno di andare fisicamente in un edificio scolastico per apprendere nozioni che si possono reperire oramai anche altrove, l’istruzione cambia. E cambia perché integra – o dovrebbe integrare – aspetti che rendono il percorso formativo unico e ancora indispensabile. Perché fa più domande e cerca meno risposte.

Le aziende richiedono profili di laureati che, più che avere già esperienza, abbiano le capacità e la flessibilità per acquisirne di nuove. Che sappiano lavorare in squadra o gestire un progetto, che abbiano la voglia di non smettere mai di imparare.

La scuola e l’università sono ancora le strutture dove tutto questo è possibile e desiderabile, perché è in questi luoghi che si forma in gran parte la personalità dello studente. Educare sì, dunque, ma allenando il pensiero critico e non (solo) dando risposte.

La funzione della formazione è insegnare a una persona a pensare in modo intensivo e critico. L’intelligenza e la personalità – questo è l’obiettivo della vera istruzione. (Martin Luther King, Jr.)

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