Le otto caratteristiche della mentalità dell’innovatore

8-Characteristics-of-the-Innovators-Mindset.pngLa mentalità dell’innovatore è dinamica, adattabile e punta a risolvere un problema. Fin qui, nulla di ignoto. Tuttavia, ci sono anche altri elementi altrettanto importanti, come illustrato in questa immagine.

Innanzitutto, l’empatia. Per una formazione efficace è necessario avere l’empatia che consente al docente di mettersi con facilità nei panni del discente e ascoltarlo, capire le sue ambizioni e i suoi sogni e trovare la giusta via da indicargli per raggiungerli. Poi sono indispensabili la capacità di osservazione, di connessione con gli altri, di intraprendere strade scarsamente battute, la creazione di valore.

L’educazione 3.0, quella tecnologica e interconnessa, non può fare oramai a meno di questi elementi. Ogni studente è un sistema denso di conoscenze e connessioni, di esperienze e di sogni. Ciascuno di questi elementi deve essere accompagnato inevitabilmente dalla capacità di interazione con le ultime tendenze del mondo che corre e si trasforma.

Katie Martin, dell’Università di San Diego, parla nel suo blog della necessità di creare una “cultura della trasformazione”, invece che una cultura di innovazione. Martin sostiene che non serva trovare una sostituzione al ruolo dell’insegnante, bensì creare una cultura della trasformazione – quella del cambiamento positivo – che incoraggi gli insegnanti a inseguire l’innovazione nella direzione delle priorità che hanno i loro studenti.

Innovare non è un concetto inerentemente positivo. O meglio, non deve indicare per forza qualcosa di assolutamente migliore di quanto c’era prima. A volte la semplice trasformazione di alcune parti del “prodotto” secondo il pubblico che ne dovrà fruire può essere in se stessa una grande innovazione. Innovare può anche solo significare rendere più efficienti o rapidi alcuni processi, non inventare prodotti sempre nuovi. Può significare insegnare utilizzando maggiormente le possibilità che la tecnologia mette a disposizione. Può, e deve, significare dare opportunità in più.

Il senso della formazione è tutto nella costruzione di nuovi ponti su cui far transitare le opportunità. In mancanza di ponti la conoscenza è in silos: possono essere più o meno alti, ma sono pur sempre scollegati gli uni dagli altri. Comunicare e mettere in circolo le idee sono priorità di trasformazione che rendono utile e proficua l’innovazione. Senza di essi, l’innovazione rimane un valido esercizio di sperimentazione limitata.

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