Il dolore, la rabbia, la speranza: pensieri per un mondo ferito

Scrivere della tragedia accaduta ieri alle studentesse Erasmus a Barcellona poco dopo il fatto avrebbe significato, forse, coprire di rumore un silenzio doveroso.

Ancora oggi, però, quel silenzio è stato rotto dal fragore di bombe esplose nel cuore dell’Europa, a pochi passi dalle istituzioni che rappresentano tutti noi cittadini d’Europa. Nella stessa città, Bruxelles, dove sono presenti anche uffici della LUISS, a simboleggiare l’importanza che diamo ai legami internazionali nella formazione. E allora le due vicende si legano, si intrecciano con fili rosso sangue che chiedono verità, risposte, ma soprattutto rispetto.

Tanti, troppi i sogni spezzati in questi due giorni di tragedia. Vite strappate via da disequilibri più grandi di noi, da negligenze che la mente umana fatica a comprendere.

Le giovani donne aspiranti medici, imprenditrici, mamme che erano su quell’autobus in Spagna sono il risultato della voglia di viaggiare, di scoprire un mondo che non è più così lontano, con i suoi usi e costumi che, in fin dei conti, sono anche un po’ i nostri. Una voglia di scoprire che è stata facilitata e resa possibile proprio grazie a quell’Europa tanto duramente colpita questa mattina.

Regalare parole di speranza al silenzio non porta comprensione, ma lenisce i cuori pesanti. Anche quello dei tanti universitari in giro in vari Paesi a cibarsi di conoscenze nuove, e che ieri e oggi hanno visto il mondo che erediteranno a breve piegarsi sotto il peso di un dolore tanto grande quanto difficile e inspiegabile.

Ma nonostante questo, il mondo va avanti, e andrà avanti proprio grazie a loro. A loro che non si arrendono davanti alla paura, allo sgomento, alla fatalità, e che più delle generazioni precedenti hanno il desiderio, il coraggio e la speranza di superare gli ostacoli e rendere il mondo un posto migliore, per loro e per i loro figli.

Per dirla con S. Agostino di Ippona, la speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle.

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