L’invasione della tecnologia e il lavoro nel 21° secolo

Da molti mesi ormai si parla dell’automazione e dell’invasione della tecnologia nel mondo del lavoro come di una minaccia che rischia di spazzare via milioni di posti di lavoro.

Del resto, non si tratta di una paura repentina. Già agli inizi del 1800 i lavoratori del settore tessile, i cosiddetti Luddisti, reagirono all’automazione distruggendo le macchine che ritenevano responsabili della perdita – anche se sarebbe più corretto parlare di cambiamento – del loro lavoro.I fatti dell’automazione, secondo uno studio dell’Università di Oxford, stanno così:

tgE8aDikUOWZdCRTKsjxtFSqCwUguSUq-hApx0x8e8AQuanto appare chiaro da questi dati è che i lavori più suscettibili all’automazione sono quelli che coinvolgono meno le facoltà creative dell’uomo, lasciando alle macchine i processi meccanici.

Tuttavia, affermare che le macchine stiano sottraendo il lavoro agli umani non è – almeno, non ancora – corretto.

Secondo un sondaggio effettuato dalla New York Times/CBS News/Kaiser Family Foundation su un campione di americani adulti disoccupati tra i 25 e i 54 anni, solo il 57% di essi ha cercato attivamente un lavoro nelle 4 settimane precedenti alla rilevazione.

Il 44% degli uomini intervistati ha affermato che erano disponibili lavori nel loro settore a cui pensavano di poter avere accesso, ma che non volevano accettarli. In altri casi, circa un terzo degli intervistati (incluse le donne) indicava che il reddito familiare era dato dallo stipendio del coniuge, pensioni di invalidità o buoni spesa statali.

Inoltre, da un sondaggio effettuato nel 2014 dalla Express Employment Professionals, il 44% degli adulti disoccupati rifiutava di trasferirsi in un’altra città all’interno dello stesso stato, mentre il 60% di loro rifiutava categoricamente l’idea di trasferirsi in un altro stato.

Resta da capire, in un tale quadro, come è meglio reagire a questa inarrestabile invasione tecnologica. Se i benefici dell’automazione in termini produttivi sono inequivocabili, non è ancora sciolto il nodo di come reinserire nel contesto lavorativo coloro il cui mestiere è stato o sarà automatizzato. Certamente è indispensabile una buona dose di adattabilità e intraprendenza nel reinventarsi, ma queste non devono essere disgiunte da una formazione continua e versatile dei lavoratori, dando loro le competenze necessarie ad affrontare un mondo che cambia. Non necessariamente in peggio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...