Recuperare il senso: la scuola come palestra di vita

Working-together“Neppure dico cosa nuova quando ripeto che, a parte tipi, programmi, edifici, sempre importanti e necessari, l’elemento fondamentale della scuola è l’insegnante, al quale è affidata così grave responsabilità. Grandi responsabilità e grandi doveri verso di essi hanno la società e lo Stato e per la preparazione spirituale e professionale e per il trattamento giuridico ed economico: doveri che trovano limite nelle possibilità.”

Si concludeva così, nell’ottobre 1955, la lettera di Antonio Segni in occasione del primo numero della rivista L’Espresso. Un articolo lungo, intenso, una fotografia speranzosa del panorama scolastico di una Italia in ripresa dopo i traumi della guerra.

Un articolo che, tuttavia, se decontestualizzato non mostra affatto i segni dell’età. Il nostro Paese è cambiato molto da allora, ma non è cambiata la sua attitudine all’insegnamento.

La scuola, come si augurava l’ex Presidente della Repubblica, è efficace se vicina alle esigenze dello studente, se raggiunge la periferia invece di arroccarsi nel centro, se alterna in modo efficace lo studio e il lavoro. Che altro è questo, se non il preludio, o l’inizio del percorso, delle recenti riforme sulla scuola?

La scuola, poi, è imperniata sulla figura dell’insegnante. Una figura dalle grandi responsabilità, in quanto ha il potere di orientare un percorso di vita di uno studente a seconda delle inclinazioni di ciascuno.

Quello che questa lettera ci trasmette, del tutto valido anche oggi, è che oltre a studiare tutta la vita, “lifelong”, dobbiamo imparare a essere finalmente consapevoli che è indispensabile studiare ed imparare il più possibile da ogni singola esperienza. L’apprendimento avviene in più di due o tre dimensioni, e tocca ogni ambito della vita. Occorre massimizzare ogni volta, in ogni ambiente, tutto ciò che possibile imparare e rendere questo apprendimento inclusivo, ampio, molto ampio, largo.

Parlando di tanto in tanto agli studenti, dico spesso loro di trarre il meglio non solo dalle opportunità che LUISS offre, ma da tutto ciò che loro sono in grado di trovare. Da tutto ciò che sono in grado di osservare e catturare, lavorando insieme, perché è insieme che verrà loro richiesto di lavorare quando usciranno dall’università.

Cercare, identificare, creare sinergie: un mantra che fa innanzitutto i conti con la natura umana e che rappresenta un nostro unico vettore di crescita.

I’m going to tell you the story about the geese which fly 5,000 miles from Canada to France. They fly in V-formation but the second ones don’t fly. They’re the subs for the first ones. And then the second ones take over – so it’s teamwork. (Alex Ferguson)

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