La mentalità dirompente

488719341Un secolo fa, il 28 novembre 1915, Albert Einstein presentava la teoria della relatività, che sarebbe stata pubblicata pochi giorni dopo, il 2 dicembre.

Un anno fa, il 26 novembre 2014, in LUISS inauguravamo l’orto condiviso, una vera e propria palestra di solidarietà e apprendimento alternativo che ha portato frutti di importanza unica per la formazione dei nostri studenti.

Ieri, 30 novembre 2015, è iniziata a Parigi la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico.

Come cambia il mondo? O meglio, come cambia la nostra prospettiva del mondo sulla base di eventi dirompenti? La teoria della relatività ha rivoluzionato il pensiero scientifico del XX secolo, dimostrando che ciò che sembrava inconcepibile era in realtà possibile e vero. La conferenza sul clima che aperta ieri è un monito per ciascuno di noi per ragionare su quanto stiamo rispettando l’ecosistema di cui facciamo parte. L’orto è uno dei mezzi che la LUISS ha messo in campo per dare consapevolezza di ciò.

Ubuntu è una espressione in lingua bantu che indica “benevolenza verso il prossimo”. È una regola di vita basata sulla compassione, il rispetto dell’altro. Appellandosi all’ubuntu si è soliti dire Umuntu ngumuntu ngabantu, “io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo”. In sostanza, è una filosofia che sostiene l’interconnessione intrinseca di tutti gli esseri umani, nel tentativo di cooperare al bene collettivo, prima di raggiungere la realizzazione personale.

Nelson Mandela affermava:

«Una persona che viaggia attraverso il nostro paese e si ferma in un villaggio non ha bisogno di chiedere cibo o acqua: subito la gente le offre del cibo, la intrattiene. Ecco, questo è un aspetto di Ubuntu, ma ce ne sono altri. Ubuntu non significa non pensare a se stessi; significa piuttosto porsi la domanda: voglio aiutare la comunità che mi sta intorno a migliorare?»

Il lavoro quotidiano in una università è di aiutare gli studenti a trovare la propria strada, quella in cui sono in grado di cambiare le carte in tavola, di mettere insieme un mattoncino alla volta e costruire un castello, di salire sopra i muri e guardare l’orizzonte, di calpestare sentieri inesplorati e mostrare la strada a chi viene loro incontro. Si tratta di abitudini da nutrire e alimentare in continuazione, per essere beyonders, e se vogliamo un po’Ubuntu.

Siamo disposti a scoprire una nuova teoria della relatività?

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