La laurea, un utile investimento

Un articolo del Chicago Tribune di alcuni giorni fa mette in luce la difficoltà che i college americani stanno riscontrando nel raccogliere iscrizioni. In particolare, sembra che un numero crescente di liceali rinunci al college per via dell’elevato costo e della difficoltà nel trovare lavoro dopo la laurea.

In parte, questo dipende dalla crisi finanziaria che ha squassato i mercati occidentali a partire dal 2008. Il fenomeno è visibile anche in Italia. Stando a quanto riportato dall’Istat nel rapporto “Italia in cifre 2015”, infatti, si è registrato un calo di immatricolazioni anche nel nostro Paese.

Tasso immatricolazioni 19enni università

Il tema è ripreso anche da un articolo del Time, che arriva alla conclusione che l’università, in termini di retribuzione successiva al conseguimento del titolo, è una scelta che ripaga e aiuta a trovare più facilmente il lavoro che si desidera. Un sondaggio effettuato su 30,000 laureati ha rivelato che la maggior parte di loro (il 77%) si ritiene soddisfatta del titolo conseguito e crede di aver pagato il giusto prezzo per la propria formazione. Minore il grado di soddisfazione tra chi ha dovuto richiedere più di 50,000$ di finanziamenti per pagare gli studi.

Nel complesso, comunque, la laurea è utile anche a ottenere guadagni maggiori. Secondo una rilevazione del prestigioso Pew Research Center, i diplomati guadagnano il 62% di quanto guadagna chi è in possesso di una laurea specialistica, mentre nel 1979 guadagnavano il 77% dei loro colleghi laureati. Il punto non è nella differenza di retribuzione in sé, quanto nel fatto che sono diminuite molto le opportunità economiche per chi possiede solo il diploma di scuola superiore.

L’avvento dei MOOCs ha giocato poi un ruolo determinante nel cambiamento del ruolo formativo dell’università. È infatti in crescita, stando all’autore dell’articolo del Chicago Tribune, il numero di iscritti a corsi online e a prezzi bassissimi erogati da università prestigiose nel mondo, le cosiddette “nanolauree”.

Il ruolo dell’università, dunque, va ripensato alla luce del compito formativo che la stessa è chiamata a svolgere, e che evolve nel tempo. Non è pensabile offrire ai ragazzi dei programmi anacronistici e poco spendibili nel mondo del lavoro. È invece indispensabile fornire un’esperienza di crescita complessiva, graduale e professionalizzante, che dia stimoli differenti e consenta di trovare un lavoro che appassiona e che faccia sentire felici. Nonostante qualunque crisi.

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