Nuove competenze per il lavoro che cambia

mano_terraL’OCSE ha pubblicato pochi giorni fa il rapporto Skills Outlook 2015, un’indagine ad ampio spettro sul mondo del lavoro e sulla allocazione, ormai scomposta, delle competenze dei giovani. I numeri sono tutt’altro che incoraggianti.

Nel 2013 i Paesi dell’OCSE contavano un esercito di 39 milioni di NEET tra i 16 e i 29 anni, 5 milioni in più rispetto al 2008, con appena un lieve miglioramento nel 2014. In più, le competenze scarseggiano. Il 10% dei neo laureati ha difficoltà a leggere e scrivere, mentre il 14% ha difficoltà di calcolo e più del 40% di coloro che hanno lasciato la scuola prima del completamento dell’istruzione secondaria ha difficoltà di lettura, scrittura e calcolo.

In più, manca l’esperienza. Circa il 40% degli studenti universitari nei Paesi OCSE non sta effettuando un percorso accademico con una congrua alternanza scuola-lavoro. Il risultato è che le aziende tendono a non assumere giovani senza alcuna esperienza lavorativa perché troppo costoso. Per chi riesce a entrare nel mondo del lavoro, poi, l’immediato futuro riserva quasi esclusivamente contratti a breve termine.

Una delle cause di questo mismatch è il divario tra le competenze fornite dal sistema d’istruzione e le esigenze del mondo del lavoro che cambia velocemente. Troppi giovani lasciano la scuola senza le giuste competenze e fanno fatica a trovare occupazione, un notevole spreco di capitale umano. I giovani, sostengono gli autori del report, dovrebbero essere una ricchezza per l’economia e non un potenziale peso.

Il mercato del lavoro oggi richiede non solo buone competenze specifiche, ma anche capacità di adattarsi all’evoluzione del lavoro, a un mondo che cambia velocemente e che ha bisogno di competenze per affrontare problemi complessi con una mentalità critica e flessibile.

È utile adottare un approccio trasversale e multidisciplinare, in cui la sommatoria delle funzionalità delle parti in gioco, ossia la contaminazione di conoscenze e competenze, sia superiore a quella delle singole prestazioni. Serve quindi un coinvolgimento di tutti gli attori in gioco (famiglie, imprese, università) per formare competenze sociali nuove e adattative, che rispondano in modo efficace alle esigenze del mondo del lavoro e alle ambizioni dei giovani che hanno voglia di rimboccarsi le mani, coltivare le proprie passioni e costruire il futuro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...