Cosa vuol dire essere innovativi?

disruptiveDisruption è un termine proprio della lingua inglese, ma è ormai entrato nel linguaggio comune anche nel nostro Paese. Il dizionario traduce questa parola con “interruzione, caos, scombussolamento”. Eppure, il senso originale in termini di business e innovazione non ha solitamente un’accezione negativa. Il dibattito è tuttavia ancora acceso.

In un recente articolo per l’Harvard Business Review, l’autore Greg Satell ribatte alla giornalista Jill Lepore, la quale sostiene che l’innovazione disruptive sia una strategia per un’epoca attanagliata dal terrore e definisce le startup un branco di iene fameliche intente a mandare tutto all’aria.

Il punto è capire che senso ha innovare. Sono tendenzialmente tutti concordi sul fatto che l’innovazione debba essere un meccanismo che stimoli la creatività, individuale o collettiva, a produrre qualcosa – sia esso un bene o un servizio – che migliori la vita propria e degli altri. Nel libro di cui ho avuto il piacere di curare la traduzione, Jugaad Innovation, i casi menzionati erano esempi di innovazione efficace, a basso costo e spontanea. Questi sono parametri molto importanti per capire l’essenza stessa dell’innovazione. Se deve essere molto strutturata, eccessivamente costosa e in definitiva non necessaria, è davvero innovazione?

Innovare, poi, non vuol dire cancellare il passato per ricostruire da capo qualcosa di migliore. Satell riporta un esempio interessante applicato alla fisica, in cui mostra che teorie ormai superate se prese singolarmente possono invece essere utili se abbinate a teorie più moderne. Lo spirito disruptive, innovatore, non può dunque non essere anche un po’jugaad. Semplice, efficace e che crei valore per il numero più alto possibile di persone.

È quanto sostiene anche Ray Wang nel suo recente libro Disrupting digital business. Wang afferma che vanno ridefiniti i concetti di innovazione e di digitale, ad oggi associati a scintillanti prodotti tecnologici. Per Wang, il business digitale deve essere innanzitutto trasformazione nel modo di guidare un business, coinvolgendo impiegati e clienti in un meccanismo virtuoso di creazione di valore, rendendoli responsabili della loro parte di trasformazione anche in scala digitale.

Co-innovando, co-creando e collaborando.

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