L’inaugurazione dell’anno accademico 2014-2015: sfide e opportunità

foto 19 marzo

Una giornata carica di emozioni. Nella suggestiva Aula Magna di viale Pola si è tenuta questa mattina l’inaugurazione dell’anno accademico, che ha visto protagonista il premio Nobel per l’economia Jean Tirole, a cui è stata conferita honoris causa la laurea in Economia e Finanza.

Tanti gli spunti di riflessione emersi. Il Rettore, prof. Egidi, ha ricordato il valore del lavoro di squadra, della flessibilità e della capacità di adattamento. Sono ingredienti sempre più determinanti in un mondo del lavoro che evolve con rapidità e ha bisogno di professionisti in grado di assecondare il cambiamento.

Una sfida, questa, che è stata ben raccolta dal nostro Piano Strategico triennale, approvato nel corso dell’ultimo CdA lo scorso dicembre, il quale prevede miglioramenti incisivi sulla didattica, sull’internazionalizzazione, con un focus ben preciso sull’employability degli studenti. Un parametro di importanza sempre più cruciale, se si tengono a mente i dati OCSE citati dalla Presidente Emma Marcegaglia. L’Italia ha registrato nell’ultimo anno una crescita dello 0.6%, rispetto allo 0.2% dell’anno precedente, e solo il 56% degli adulti è in possesso di un diploma superiore, contro il 71% della media OCSE.

È indispensabile che l’università diventi un luogo di inclusione, un luogo che esprima valore e dia la possibilità di apprendere anche in modo non tradizionale e aiuti a sviluppare una capacità di visione di lungo termine.

Si trasforma il mind-set dello studente, si trasforma nel contempo il ruolo dell’università, che passa dall’essere erogatore di contenuti a catalizzatore di opportunità.

A tal proposito Jacopo Macrì, rappresentante degli studenti in CdA, ha giustamente riflettuto sul nuovo modello culturale di cui le università devono farsi portatrici. Un modello che avvicini i giovani al mondo del lavoro, che alleni i loro talenti e li trasformi in punti di forza. Università come luogo di sperimentazione attiva insomma, di contaminazione e di crescita.

Il ministro Padoan, in linea con tutto questo, ha ricordato l’importanza della fiducia come strumento per rafforzare l’economia. Fiducia che non può realizzarsi a pieno senza una vera condivisione.

Il prof. Tirole, nella sua lectio magistralis, ha sottolineato come le iniziative di condivisione siano importanti anche in termini economici e quanto siano da favorire le occasioni in cui si crea la comunità.

L’università si muove nella dimensione del tempo, nel presente e con uno sguardo al futuro.

Serve dunque, a noi e al Paese, una visione di lungo termine. Serve un sistema educativo e universitario che sappia formare gli innovatori, persone aperte di testa e al mondo, in grado di prevedere e cogliere il cambiamento culturale e guardare la realtà per contribuire a renderla migliore.

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