L’Italia e il brain drain: invertire il trend è possibile?

countries-gaining-and-losing-talentSecondo uno studio effettuato da Linkedin, meno di un terzo degli importatori di talenti sono i paesi industrializzati. Infatti, i maggiori esportatori di talenti sono proprio la Spagna, il Regno Unito, la Francia, gli Stati Uniti, l’Italia e l’Irlanda.

È ancora più curioso vedere quali sono le principali mete verso cui si indirizzano i lavoratori oggi: Emirati Arabi Uniti, Svizzera, Nigeria e Singapore sovrastano con numeri importanti le più vicine (e in passato anche più gettonate per gli europei in cerca di fortuna all’estero) Germania o Svezia.

In un rapporto pubblicato nel dicembre 2014, ISTAT ha rilevato il numero di cittadini stranieri che lasciano l’Italia è in aumento rispetto all’anno precedente, sfiorando il 15%, ma ancor più marcato è l’incremento dei nostri connazionali che decidono di trasferirsi in un Paese estero. Il numero di emigrati italiani è pari a 82 mila unità, il più alto degli ultimi dieci anni, in crescita del 20,7% rispetto al 2012.

La fascia d’età in cui queste migrazioni “centrifughe” si concentrano è tra i 20 e i 45 anni, ovvero tra il ciclo conclusivo della formazione scolastica e le età lavorative adulte. Sia che si tratti di immigrati stranieri, sia di cittadini italiani in uscita dal Paese, in questo ristretto periodo della vita si concentra oltre il 60% dei flussi rilevati. Questo significa che il nostro Paese sta perdendo progressivamente la sua capacità attrattiva di talenti esteri, ma anche la capacità di trattenere i talenti che si formano da noi.

Tuttavia, il sociologo Domenico De Masi nella sua prefazione al libro di Enzo Riboni Addio per sempre? presentato in LUISS lo scorso 26 febbraio, ci ricorda come l’Italia sia passata da essere paese di emigrazione a paese di immigrazione. Accanto a una interessante riflessione su cosa intendiamo per “fuga di cervelli”, se ci riferiamo ai cervelli in quanto laureati oppure ai cervelli in quanto geni o talenti eccezionali (il che ha un grande impatto sul nostro modo di leggere i numeri dell’emigrazione), De Masi guarda le migrazioni da un punto di vista comparato. Se nel 1912 i laureati che emigravano erano circa il 70% del totale dei laureati, oggi le percentuali sono nettamente inferiori, ma sale il numero degli immigrati in possesso della laurea, il 26% del totale degli immigrati. Si tratta quindi di un importante bacino di talenti a cui attingere e che deve essere valorizzato.

In ogni caso, la circolazione dei laureati che vede coinvolta l’Italia tra i principali esportatori è quella che gli anglosassoni chiamano brain drain, letteralmente il “prosciugamento dei cervelli”. Essendo l’Italia tra i principali esportatori di talenti, è opportuno domandarsi perché questo accade e come si possono “trattenere” le eccellenze del nostro Paese, offrendo loro delle valide alternative all’emigrazione.

Innanzitutto, è necessario riflettere sulle opportunità. I talenti migrano verso paesi che sono stati in grado di costruire le basi per una crescita economica, che rendono facile investire e che premiano il merito.

In secondo luogo, bisogna trasformare il circolo vizioso in un circolo virtuoso. Per fare ciò è indispensabile credere nelle persone, far sì che liberino la loro capacità di creazione di valore e innovazione, trattenendo i talenti locali e attraendone di nuovi. Più che creare opportunità dall’alto, sarebbe utile lasciare spazio alle opportunità che si generano dal basso. La capacità attrattiva del talento, uno degli obiettivi del Piano Strategico della LUISS, deve dunque diventare un prezioso indice di sviluppo per il Paese e indicare una traiettoria di ampia prospettiva.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...